29 Gennaio 2012

Tutto ha avuto inizio proprio con queste parole: «Io accolgo te come mia sposa, come mio sposo», pronunciate davanti all’altare il giorno delle nozze. È attorno al tema della famiglia, invitata ad accogliere il mondo, che la diocesi lancia le quattro tradizionali giornate che tra gennaio e febbraio mettono l’attenzione su famiglia, vita, lavoro, solidarietà e mondo della sofferenza. Uno slogan che attraversa tutta la vita pastorale della nostra Chiesa, in preparazione all’Incontro mondiale delle famiglie, del prossimo mese di maggio, e che vede proprio nel gesto dell’accoglienza la sua parola chiave. «Invitiamo ad accogliere in un duplice senso - spiega Alfonso Colzani, che con la moglie Francesca è responsabile diocesano del Servizio per la famiglia -, per prima cosa, come gesto concreto di aprire le proprie case alle famiglie in arrivo da ogni parte del mondo, per partecipare al Family; ma accogliere significa anche, per chi ne ha la possibilità, mettere in atto tutte quelle forme di volontariato che consentiranno di creare le condizioni per l’ospitalità». C’è però un secondo livello sul quale è giocato lo slogan dell’accoglienza e che sollecita le famiglie a “mettersi al lavoro”: «Non può esserci accoglienza vera e concreta, con il gesto dell’ospitalità, se per primi si sperimenta questo valore nei rapporti domestici, cioè se non si impara ad accogliersi giorno dopo giorno tra marito e moglie e con i propri figli e familiari».
«Con la scelta di questo tema - aggiunge mons. Eros Monti, Vicario episcopale per la Vita sociale - vogliamo dilatare il valore dell’accoglienza alla dimensione del mondo, accogliendo anche l’appello del Papa alla nostra Chiesa diocesana. Questo significa aprirsi concretamente alle famiglie del mondo che arriveranno e al dialogo interreligioso; mettersi in ascolto di altre culture e modi di vivere diversi dai nostri, con effetti che vadano anche oltre il momento concreto del Family 2012, vivendo poi l’accoglienza in modo quotidiano verso tutti gli stranieri che già vivono in mezzo a noi».
La Festa della famiglia
“Farsi accoglienti per accogliere il mondo” diventa così il messaggio forte al centro della celebrazione tradizionale della festa della famiglia, l’ultima domenica di gennaio. «Le nostre famiglie - spiegano i due responsabili del Servizio diocesano - saranno chiamate a farsi ospitali sperimentando una pratica profondamente radicata nella Bibbia. L’accoglienza è uno dei temi centrali di tutta la Rivelazione: se nell’animo umano non si apre il movimento dell’accoglienza restiamo sequestrati da noi stessi, ogni relazione vitale con l’altro è perduta e perfino l’atto creativo di Dio va incontro all’inesorabile inutilità. Accogliersi gli uni gli altri diventa vitale per la famiglia che al suo interno tesse relazioni profonde e intime; esse trasformano e danno vita, a patto che siano segnate dalla disponibilità a fare spazio all’altro nel nostro mondo interiore. La famiglia è il primo luogo in cui, nelle varie età della vita, si apprende questo movimento di distacco da sé e dai propri bisogni, per conoscere la bellezza dell’incontro con l’altro, a partire dall’alleanza coniugale per poi giungere alla relazione con i figli e dei figli tra di loro. Buona premessa perché divenga possibile l’accoglienza nella comunità, nella società e del mondo». |