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Orari

Sante Messe

- Feriale: 8.30 - 18.00
- Prefestiva: 18.00
- Festiva: 7.30 - 9.00 - 10.30 - 18.00

Catechesi

Elementari
- Prima e Seconda (ACR):
- Terza: venerdì 17:00 - 18.15
- Quarta: Giovedì 17:00 - 18:15
- Quinta: martedì 17:00 - 18:15
Medie
- Prima: mercoledì 17,00 -18:00
- Seconda e Terza (Sirio): Mercoledì 20:30
Adolescenti
- Lunedì 20:45 - 21:45
18/19 enni
- Lunedì 20:45 - 21-45

Parrocchia

Segreteria parrochiale

- Da Lunedì a Venerdì dalle 9:00 alle 11:00 - dalle 17.00 alle 19.00
- Sabato dalle 9:00 alle 11:00

Oratorio

Il bar dell'oratorio è aperto i seguenti giorni con i seguenti orari:

- Lunedì dalle 20:30 alle 23:00
- Martedì dalle 20:30 alle 23:00
- Mercoledì dalle 20:30 alle 23:00
- Venerdì dalle 20:30 alle 23:00
- Sabato dalle 14:30 alle 16:30 e dalle 20:30 alle 23:00
- Domenica dalle 14:30 alle 19:00

Segreteria dell'Oratorio

- Lunedì dalle 20:30 alle 22:30
- Mercoledì dalle 16:30 alle 18:15
- Giovedì dalle 16:30 alle 18:15
- Venerdì dalle 16:30 alle 18:15

Battesimi

Ogni prima domenica del mese

Percorso di preparazione al matrimonio cristiano

Nella Parrocchia di Sovico il corso è terminato il 31 Marzo 2012.


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Scritto da Roberto   

NATALE IN FAMIGLIA

Potrebbe sembrare un'affermazione banale e scontata che si dice per indicare che il Natale si festeggia in casa con i parenti e gli amici... mentre per me indica qualcosa di semplicemente grande che esalta la famiglia, ogni nostra famiglia; è un affermazione che indica il cammino che ogni famiglia, soprattutto a Natale, è chiamata a compiere. Dire: "Natale in famiglia" è quasi un annuncio che abbiamo bisogno di sentire. E' comune dire che a Natale celebriamo il mistero sconvolgente per la ragione umana del figlio di Dio che in Gesù si fa "figlio dell'uomo", si fa uomo come noi; si "fa carne", come dice san Giovanni, prendendo su di sé tutta la fragilità dell'uomo... E' meno comune però pensare che per farsi uomo in mezzo a noi ha avuto bisogno di una famiglia. Ha avuto bisogno di una madre che lo portasse in grembo per nove mesi, che lo allattasse, lo accarezzasse, che lo abbracciasse teneramente. Ha avuto bisogno di un padre che gli desse un nome, che lo custodisse, che gli insegnasse un mestiere per vivere.

Il figlio di Dio ha avuto bisogno di una famiglia come tante del suo tempo. Si è fatto carne e ha messo su casa in una famiglia come tante della Palestina di allora. Già questo ci dice l'importanza della famiglia nel progetto di Dio. Questo "entrare in famiglia" del figlio di Dio esalta la famiglia, ne dice la necessità, ne esalta la preziosità. Ogni bimbo ne ha bisogno. E' il luogo primario dove tutti noi abbiamo fatto l'esperienza della tenerezza, della gratutità, dell'amore che ci ha fatto grandi. Se è vero chè l'uomo è stato creato a immagine e somiglianza di Dio perché è l'unico tra le relatà create, capace di amare... mi sembra ancora più vero che questa somiglianza la vediamo soprattutto nella famiglia dove l'amore è così grande che si arriva a generare la vita come Dio che, amandoci, ci ha creati. Qualcuno ha scritto che la famiglia è l'immagine terrena più vicina alla Trinità. Come nella Trinità, in ogni famiglia c'è qualcuno che ama, qualcuno che è amato e c'è l'amore: come nella Trinità.

Passando per la benedizione natalizia ho trovato certamente famiglie in difficoltà e non solo economiche... ma ho trovato tante belle famiglie doveho potuto dire: "Qui c'è il Signore". Non sempre famiglie che vivono secondo i canoni della morale cattolica, ma comunque famiglie che mi hanno fatto dire: "qui il Signore opera, è presente come nella famiglia di Nazareth che vedo nel presepio". Fare "Natale in famiglia" significa diventare una famiglia dove è di casa il verbo: "ACCOGLIERE". E' il verbo vissuto pienamente da Maria che ha fatto Natale perchè ha accolto Gesù prima nel suo cuore poi nel suo corpo. Ma cosa significa concretamente per una famiglia oggi ACCOGLIere? Accogliere il Signore Gesù sentendolo sempre più come uno di noi, come il primo familiare a cui "dare del TU" nella preghiera. Accogliersi gli uni gli altri sorridendo sui difetti propri e altrui, perdonandosi volentieri e abbracciarsi di frequente dicendosi grazie. Accogliere la vita del piccolo come dell'anziano, ringraziando il Signore dell'innocenza dell'uno e della saggezza dell'altro. Accogliere quanto ci capita, chiedendo di vedere in tutto un disegno di amore più grande di noi.
Accogliere chi bussa alla porta di casa, che sia un povero che chiede aiuto o il vicino di casa con una pena nel cuore. Accogliere come un dono i figli, generandoli ogni giorno alla vita con la parola e con l'esempio di chi ha fatto l’incontro più importante che è l’incontro con Dio. Accogliere anche la povertà che oggi tocca molte famiglie, come occasione per educarsi ed educare alla sobrietà e all’essenzialità.
Accogliere le incomprensioni che capitano in una famiglia normale tutti i giorni, come una bella possibilità di dialogo e di confronto. Per noi quest’anno potrà voler dire anche accogliere nelle nostre case una famiglia fra quelle che verranno a Milano a giugno per l’incontro mondiale delle famiglie. Se ci pensiamo bene, fatte le debite distinzioni legate al tempo e al contesto diversi, tutto questo accogliere è capitato anche a Maria e Giuseppe ... i primi sposi che hanno davvero fatto “Natale in famiglia”: e che Natale! Se abbiamo compreso cosa significa "Fare Natale in famiglia", allora potremo anche festeggiarlo in casa con i parenti e gli amici.

don Giuseppe

 
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