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Orari

Sante Messe

- Feriale: 8.30 - 18.00
- Prefestiva: 18.00
- Festiva: 7.30 - 9.00 - 10.30 - 18.00

Catechesi

Elementari
- Prima e Seconda (ACR):
- Terza: venerdì 17:00 - 18.15
- Quarta: Giovedì 17:00 - 18:15
- Quinta: martedì 17:00 - 18:15
Medie
- Prima: mercoledì 17,00 -18:00
- Seconda e Terza (Sirio): Mercoledì 20:30
Adolescenti
- Lunedì 20:45 - 21:45
18/19 enni
- Lunedì 20:45 - 21-45

Parrocchia

Segreteria parrochiale

- Da Lunedì a Venerdì dalle 9:00 alle 11:00 - dalle 17.00 alle 19.00
- Sabato dalle 9:00 alle 11:00

Oratorio

Il bar dell'oratorio è aperto i seguenti giorni con i seguenti orari:

- Lunedì dalle 20:30 alle 23:00
- Martedì dalle 20:30 alle 23:00
- Mercoledì dalle 20:30 alle 23:00
- Venerdì dalle 20:30 alle 23:00
- Sabato dalle 14:30 alle 16:30 e dalle 20:30 alle 23:00
- Domenica dalle 14:30 alle 19:00

Segreteria dell'Oratorio

- Lunedì dalle 20:30 alle 22:30
- Mercoledì dalle 16:30 alle 18:15
- Giovedì dalle 16:30 alle 18:15
- Venerdì dalle 16:30 alle 18:15

Battesimi

Ogni prima domenica del mese

Percorso di preparazione al matrimonio cristiano

Nella Parrocchia di Sovico il corso è terminato il 31 Marzo 2012.


Clicca sul logo per andare
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La vita: dono da accogliere, amare, servire, difendere dal concepimento fino alla morte naturale PDF Stampa E-mail
Scritto da Gruppo S. Agata   

 

Il giorno due aprile durante la serata dibattito sulla vita con il Prof. Vittore Mariani docente di pedagogia presso l'Università Cattolica del S. Cuore di Milano e la Dott. Carla Ripamonti dirigente dell'Istituto dei Tumori di Milano, sono state lette le seguenti testimonianze :

Voglia di vivere

……. ha sempre saputo della sua malattia, nessuno gli ha nascosto i fatti, anche se nessuno gli ha detto direttamente che non aveva alcuna speranza di guarigione, lui ostinatamente, ha continuato a ripetere che dopo le cure sarebbe stato meglio.
Con molto coraggio ha continuato nel limite del possibile le sue attività quotidiane, persino le chemioterapie, quando io non potevo accompagnarlo perchè ero al lavoro, andava tranquillamente a farsele, in bicicletta, all'ospedale.
Continuava ad occuparsi dei rifiuti del condominio, non per soldi, ma per la sua grande passione ecologica, voleva che ogni rifiuto, fosse correttamente separato e dove possibile, recuperato, l’ ha fatto fino al giovedì, prima della sua morte, avvenuta il lunedì successivo, anche se io avevo dovuto aiutarlo a scendere e a sistemare le cose, perchè ormai non aveva più risorse e già avevamo cominciato con la morfina per alleviargli le sofferenze.
In ospedale non l'avrebbero più curato, ma lui ha continuato ad insistere per essere ricoverato perchè fino alla fine ha mantenuto la speranza di poter migliorare. Per me è stato molto difficile, perchè sapevo dell'inutilità del ricovero, ma quando arrivò la disponibilità per l'hospice (pensava fosse un ospedale)io mi sentii più tranquilla e lui, in quel momento era lucido e soddisfatto di poter essere ricoverato perchè il suo spirito era tale da essere convinto che dopo qualche giorno di cure, sarebbe tornato a casa di nuovo in forza. Morì dopo poche ore dal ricovero.

Il gusto della vita

Ero felice, avevo tutto….poi una malattia, una di quelle che la scienza medica conosce ancora troppo poco.Dopo il primo smarrimento, la ribellione e la rabbia, la faticosa e lenta risalita dal tunnel grazie all’amore tenero e premuroso di mio marito, il caldo affetto di mio figlio, la riscoperta di tanti amici veri e l’amore di Dio, il più importante, un Dio che si è fatto più vicino e cammina al mio fianco. Scopro in me una fede più solida e matura, la voglia di pregare non solo per me, ma per gli altri. Mi costa ammetterlo, ma devo dire grazie alla malattia per aver scrollato la vita con tanta violenza da far cadere tutto ciò che non conta. Niente più del dolore fa crescere e gustare ogni attimo di quel dono gioioso che è la vita.

La vita umana

Sono una mamma che ha perso il proprio figlio, un maschietto che non ha mai visto la luce perché al quinto mese di gravidanza il suo piccolo cuore ha smesso di battere.In ospedale mi è stato indotto il travaglio ed ho partorito.
Senza vita, ma il mio bambino è venuto al mondo.
Era piccolissimo, ma un essere umano a tutti gli effetti: era mio figlio!!!
Per questo spontaneamente gli ho fatto un segno di croce con l’intenzione di battezzarlo.
Per questo ho deciso che doveva riposare per sempre dove ci sono tutti i miei cari defunti.Persona, feto, essere umano, embrione, prodotto del concepimento, grumo di cellule, quante altre espressioni si possono usare, ciò, in ogni caso è : Vita Umana.
Come tale è sacra, è un dono meritevole di rispetto totale in ogni sua fase.

Vento d’autunno

Mamma, da quando il vento
di senilità avanzata soffia
dalla vetta della tua longevità
vissuto e ricordi lontani
abbarbicati alla tua mente
affollano il presente
e accadimenti recenti svaniscono
senza lasciare traccia.
Disorientata e serena navighi
Nel tempo e nello spazio
Senza cognizione di dialogo
E a volte serafica domandi:
“Ma tu, sei forse la mia mamma
che mi lavi e mi vuoi bene?”
difficile risponderti e spiegare
che un vento d’autunno
entrato nella nostra vita
ne ha scambiato i ruoli.
Così, abbracciandoti sorrido
all’innocenza dei tuoi occhi
ti serro stretta sul mio cuore
come fossi la mia bimba
per riempire di baci
le tue guance rosse.

Una vita parallela

Una tranquilla e serena vita famigliare poi, mio marito in coma: stato vegetativo persistente, da quattro anni c’è e non c’è. Ha bisogno di cure, affetto, carezze ed attenzione continua, ma soprattutto di rispetto e dignità come persona. Chi non vive sulla propria pelle questa realtà, non riesce a comprendere come ci si sente a volte morti dentro. Io mi sento inserita in una vita che sembra scorrere parallela a quella degli altri e come prigioniera di un vissuto estraneo a quello di amici, conoscenti, colleghi di lavoro. Vivo su un precario equilibrio interiore scandito dalle visite a mio marito che sono un bisogno ed una prigione e, dal tentativo di riprendere a vivere con normalità. La fede e la spiritualità offrono un aiuto nel dare un senso all’accaduto, nel rendere legittima la propria stanchezza fisica e mentale, superando rabbia, disperazione ed impotenza. Dio è nello stesso tempo artefice e consolatore, perché? Che senso può avere lo stato vegetativo? Prego perché rimanga tanta forza in me e mio marito per continuare comunque a vivere. Piango solo ascoltando il dolore degli altri. Dagli altri imparo ogni giorno la volontà, la dignità di continuare, accettare il dolore.

I frutti dell’amore

Siamo sposati dal 1994, fin da ragazzi siamo cresciuti in un cammino di fede con molte esperienze di vita spirituale forte, ed una predisposizione alla Vita ed alla famiglia. I frutti del nostro amore, inteso come apertura alla vita, sono sei figli di dodici, undici, dieci, sette, cinque anni ed un piccolo di cinque mesi. Quest’ ultimo abbiamo avuto difficoltà ad accettarlo, ma con la sua venuta al mondo tutto si è risolto. La nascita dei nostri figli, un momento importante della vita ha dato a noi tanta felicità, ma anche tante critiche da parte di amici e parenti, tante difficoltà per i bisogni sia materiali che spirituali dei ragazzi, l’aspetto economico e di gestione famigliare….

Fino ad oggi però, abbiamo superato tutto grazie all’Amore in cui abbiamo creduto e crediamo

 
 
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