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Nel giorno che ricorda l'uccisione di Mons. Oscar Arnulfo Romero, il 24 marzo del 1980, la Chiesa Italiana si ritrova per celebrare una giornata di preghiera e digiuno facendo memoria dei missionari martiri e di quanti ogni anno sono stati uccisi solo perché incatenati a Cristo. Di questi giorni la tragica notizia dell'ennesima persona uccisa in Pakistan per la sua fede (leggi articolo su "Avvenire"). La ferialità della loro fede fa di questi testimoni delle persone a noi vicine, modelli accessibili, facilmente imitabili. Don Gianni, Direttore Nazionale delle Pontificie Opere Missionarie ci parla del tema della XVIII Giornata: La mia vita appartiene a voi.
LA GIORNATA DEI MARTIRI MISSIONARI

Un filo ideale lega ogni 24 marzo al 24 marzo 1980: la celebrazione annuale di una Giornata di preghiera e digiuno in memoria dei missionari martiri ha preso ispirazione dal martirio, in quella data, di mons. Oscar Arnulfo Romero, Arcivescovo di San Salvador. Trent’anni esatti dunque ci separano da quell’episodio emblematico, ma non unico. Non unico. Occorrerebbe dire "purtroppo": ogni martirio, ogni uccisione, ogni assassinio porta con sé il sapore amaro della prevaricazione, dell’ingiustizia, dell’arbitrio, delle peggiori realizzazioni umane. E porta con sé la frase illuminante di Gesù sulla Croce: "non sanno quello che fanno".
Il ripetersi fin troppo frequente di episodi di martirio tra i missionari e tra i cristiani rinnovano dolore, smarrimento, talvolta anche paura e rabbia.
Eppure ogni martirio cristiano appartiene alle "beatitudini" di Gesù: "Beati voi quando vi insulteranno, vi perseguiteranno e, mentendo, diranno ogni sorta di male contro di voi per causa mia" (Mt 5,11). La beatitudine è certamente proclamata di fronte a Dio e a favore del singolo martire, ma non vi resta estranea per la comunità che si sente privata di un fratello, di una sorella.
Difficile pensare di essere "beati" in quei frangenti. Però sul seme di Romero, come su quello dei martiri cristiani antichi o contemporanei, ogni comunità cristiana ha ritrovato anzitutto il senso profondo della vita secondo il Vangelo e spesso il coraggio di una memoria attiva, non rassegnata, capace di continuare il cammino con uno slancio migliore.
"La mia vita appartiene a voi". Romero ha vissuto la logica di una vita ricevuta che si trasforma in vita donata: una logica in verità normale, quotidiana, per tutti i discepoli di Gesù.
Anche noi – singoli e comunità cristiane – non vogliamo solo ricordare i missionari martiri, tra cui annoveriamo amici fraterni, ma vedere in loro il totale affidamento a Colui che per primo ha dato la vita per noi.
Don Gianni Cesana
(www.mgm.operemissionarie.it)
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ELENCO MISSIONARI UCCISI 2009 - 2010
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