2 Febbraio 2010
Quarto incontro
LO STILE APOSTOLICO: L'ANNUNCIO DEL REGNO
Matteo 9,35 - 10,42
* Il discorso della montagna ci ha detto chi è il discepolo:
- Vive una nuova giustizia: "Siate perfetti come è perfetto il Padre…". L’amore come legge di vita!
- Ha una nuova etica: "Cercate prima il Regno di Dio". Ha una nuova gerarchia di valori.
- Costruisce relazioni nuove con i fratelli: "Fate agli altri ciò che volete ricevere" .
* Chi accoglie il discorso della montagna e lo vive è discepolo, ma è anche testimone ed annunciatore del Regno.
* Matteo introduce il discorso missionario offrendoci un quadro riassuntivo dell’attività di Gesù, per indicare al discepolo che non ha una missione diversa.
* Alcune premesse al discorso missionario:
- Parliamo di discorso missionario ma le parole di Gesù non sono rivolti solo ai "missionari", sono importanti per tutti i discepoli di Gesù, anche per noi.
- Occorre collocare il discorso sullo sfondo della teologia della missione nell’Antico Testamento: la missione di Israele è vista nella linea del segno e della rappresentanza. Israele diventa popolo chiamato a rivelare il volto di Dio nella misura in cui si fa luce per le genti ed attira a sé: dalle genti a Gerusalemme. Il Nuovo Testamento annuncia che in Gesù Dio si è fatto vicino all’umanità e desidera incontrare l’uomo di ogni luogo e di ogni tempo per condurre tutti a salvezza: il movimento, pertanto, è dalla Chiesa alle genti.
* Gesù vede le folle come pecore senza pastore. Vuole che il suo messaggio sia annunciato dovunque perché vuole togliere gli uomini dalla solitudine e dalla dispersione, offrire una guida e una direzione sicura. Il tempo è arrivato, tutto è pronto! La salvezza è qui presente, ha il volto di Gesù e la missione del discepoli è di annunciarne la presenza, così che i cuori si aprano.
* Il contenuto del messaggio è il Regno di Dio, ormai presente ed operante in Gesù Cristo. Questo Regno si manifesta agli uomini nelle parole e nelle opere di Gesù.
- Il Regno indica la presenza e l’azione di Dio a favore degli uomini, il suo intervento salvifico definitivo, una pace totale, una nuova relazione tra Dio e gli uomini, tra gli uomini e il cosmo: il Regno si attualizza dove si realizza il suo disegno, si compie la sua volontà.
- Il Regno si rende presente in Gesù. Egli è Dio presente nella storia degli uomini. La sua venuta, la sua opera, e la sua parola è presenza del Regno. Egli è "soggetto" ed "oggetto" del Regno: è Vangelo, la buona notizia!
- L’annuncio del Regno è l’evento della venuta e presenza di Cristo. In Lui è affermato il primato di Dio, la sua paternità, la sua misericordia.
* La Chiesa riceve la missione di annunciare e instaurare fra tutte le genti il Regno di Dio, e di questo Regno costituisce in terra il germe e l’inizio. Intanto, mentre va lentamente crescendo, anela al Regno perfetto e con tutte le sue forze spera e brama di unirsi col suo Re nella gloria.
* Gesù invia i discepoli con l’ordine di limitarsi alle pecore perdute della casa di Israele. Ciò che conta non è correre ovunque e arrivare dappertutto, ma far maturare anche in un luogo solo i segni concreti del Regno di Dio. Anziché un vasto grigiore, meglio un piccolo gruppo maturo che diventi segno e attrazione per tutti. Il Concilio Vaticano II afferma che la Chiesa è "segno e strumento dell’intima unione, in Cristo, degli uomini con Dio e tra di loro".
* Matteo elenca alcune norme di stile missionario:
- POVERTA’. Il discepolo mette a disposizione tutto se stesso gratuitamente. Tutto ciò che è in noi è dono di Dio: perciò, deve generosamente e gratuitamente tornare a Dio e agli altri. Deve accontentarsi di poco, dello stretto necessario. Il discepolo vive di Dio e del Vangelo!
- UN LUOGO DEGNO, cioè un luogo che non susciti pettegolezzi o altro. La credibilità dell’apostolo!
- IL RIFIUTO. "Scuotete la polvere dai vostri piedi" vuol dire che quando il discepolo ha fatto tutto non deve fermarsi, non ha tempo da perdere. Neppure il rifiuto lo scoraggia e lo ferma! Il tempo è talmente poco e l’annuncio talmente importante!
- Il compito del missionario non è di forzare ad ogni costo il cuore umano, ma di FARE UNA PROPOSTA CHIARA E CONVINCENTE e poi affidarla alla libertà dell’uomo stesso, fiducioso nella forza intrinseca della Verità, del Vangelo.
- La LOTTA DEL DISCEPOLO CONTRO IL MALE non è ad armi pari: "Vi mando come pecore in mezzo ai lupi". La missione esige debolezza, ma la debolezza è colmata dalla presenza del Signore.
- SEMPLICI E PRUDENTI. La semplicità è lealtà, trasparenza, fiducia nella Verità e, quindi, rifiuto di sotterfugi e violenza. La prudenza è la capacità e l’umiltà di valutare le situazioni concrete. La prudenza di Cristo, non del mondo!
- LA PERSECUZIONE.
* Matteo è convinto che la persecuzione accompagna la missione. Il discepolo non è più del maestro, né il servo più del padrone. Se ha deciso di seguire Gesù, avrà lo stesso destino: la via della croce. La persecuzione fa parte della missione ed è il segno della sua verità! Non è fallimento ma condizione di verità, non è assenza del Regno ma il segno più vero della sua presenza.
* Il mondo ha odiato Cristo e continua ad odiarlo nei suoi discepoli. Il mondo odia i discepoli di Cristo perché con la loro esistenza lo pongono in questione. La persecuzione è inevitabile perché la parola e la vita del testimone costringe a prendere posizione.
- CORAGGIO. Occorre il coraggio di parlare chiaro, di gridare il messaggio di Cristo dai tetti, di non aver vergogna di Cristo. I motivi del coraggio:
- la certezza di essere nelle mani del Padre
- la certezza di condividere la croce e la resurrezione
- la certezza che gli uomini non possono toglierci la vita
- nasce dalla fede in Gesù
- è il criterio con cui saremo giudicati
ACCOGLIERE I PROFETI.
* Accogliere i missionari è come accogliere Cristo. Nel concetto di accoglienza è in primo piano l’ascolto, l’accettazione del messaggio: accoglierli in quanto profeti, giusti e discepoli.
* Accogliere i profeti non è facile perché l’annuncio che portano provoca crisi. Accogliere i profeti è difficile quasi come fare il profeta.
La missione oggi
Compito assolutamente primario per la Chiesa, in un mondo che cambia e che cerca ragioni per gioire e sperare, sia e resti sempre la comunicazione della fede, della vita in Cristo sotto la guida dello Spirito, della perla preziosa del Vangelo.
Conclusione
* All’origine della missione sta il mandato del Signore, l’incontro con Lui e l’amore per Lui e per l’uomo, l’esperienza di comunione, il supporto della preghiera.
* La missione è la pienezza della sequela.
* L’annuncio parte dalla pienezza del cuore: "Guai a me se non evangelizzassi!"
* Nessuno può dare ciò che non ha. L’evangelizzatore è tale se prima è evangelizzato, è "formato" dal Vangelo. Occorre formazione spirituale e dottrinale. Conoscere il Vangelo e l’uomo!
* Il cristiano è costituzionalmente un missionario in forza del Battesimo e degli altri Sacramenti: chiamato per essere mandato, discepolo e testimone.
* Forse il rischio più grande che la Chiesa si trova ad affrontare oggi è l’affievolimento della "coscienza missionaria" da parte dei cristiani.
TUTTE LE CATECHESI
Novembre 2009 - Il Vangelo di Matteo
Dicembre 2009 - I Vangeli dell'infanzia di Gesù (Mt. 1 e 2)
Gennaio 2010 - Il discorso della montagna (Mt. 5 e 7)
Febbraio 2010 - Lo stile Apostolico: l'annuncio del Regno (Mt. 9,35 - 10,42)
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