spacer.png, 0 kB
Orari

Sante Messe

- Feriale: 8.30 - 18.00
- Prefestiva: 18.00
- Festiva: 7.30 - 9.00 - 10.30 - 18.00

Catechesi

Elementari
- Prima e Seconda (ACR):
- Terza: venerdì 17:00 - 18.15
- Quarta: Giovedì 17:00 - 18:15
- Quinta: martedì 17:00 - 18:15
Medie
- Prima: mercoledì 17,00 -18:00
- Seconda e Terza (Sirio): Mercoledì 20:30
Adolescenti
- Lunedì 20:45 - 21:45
18/19 enni
- Lunedì 20:45 - 21-45

Parrocchia

Segreteria parrochiale

- Da Lunedì a Venerdì dalle 9:00 alle 11:00 - dalle 17.00 alle 19.00
- Sabato dalle 9:00 alle 11:00

Oratorio

Il bar dell'oratorio è aperto i seguenti giorni con i seguenti orari:

- Lunedì dalle 20:30 alle 23:00
- Martedì dalle 20:30 alle 23:00
- Mercoledì dalle 20:30 alle 23:00
- Venerdì dalle 20:30 alle 23:00
- Sabato dalle 14:30 alle 16:30 e dalle 20:30 alle 23:00
- Domenica dalle 14:30 alle 19:00

Segreteria dell'Oratorio

- Lunedì dalle 20:30 alle 22:30
- Martedì dalle 16:30 alle 18:15
- Mercoledì dalle 16:30 alle 18:15
- Giovedì dalle 16:30 alle 18:15
- Venerdì dalle 16:30 alle 18:15
- Domenica dalle 16:00 alle 18:00

Battesimi

Ogni prima domenica del mese

Percorso di preparazione al matrimonio cristiano

L'evento iniziale sarà Domenica 29 Gennaio 2012
Inizio percorso Lunedì 6 Febbraio, conclusione Sabato 31 Marzo.


Clicca sul logo per andare
al sito di "Family2012"

 

spacer.png, 0 kB
spacer.png, 0 kB
Home arrow Parrocchia arrow Catechesi parrocchiale per gli adulti
Catechesi parrocchiale per gli adulti PDF Stampa E-mail
Scritto da Roberto   

12 Gennaio 2010
TERZO INCONTRO

IL DISCORSO DELLA MONTAGNA (Mt. 5-7)

La promulgazione del Regno dei cieli. La nuova legge del cristiano


PREMESSA: Mt. 5,17-19
Sintesi precedente:- L’origine di Gesù e il suo destino (capitoli 1-2)
- La preparazione alla missione e il messaggio: "Convertitevi perché il regno dei cieli è vicino” (capitoli 3-4)

* Il discorso della montagna occupa nel primo Vangelo un posto di primaria importanza. Matteo ha voluto dare una sintesi della volontà di Dio che Gesù, nella sua veste di nuovo Mosè, ha promulgato come legge del popolo che egli si è scelto, cioè del nuovo Israele, che trova la sua identità storica nella Chiesa.

* Il discorso della montagna è la nuova legge del discepolo. Il discepolo proprio perché ha incontrato il regno dei cieli, cioè la bontà, la misericordia del Padre di Gesù, vive una vita di carità che compie e supera l’antica legge. Il modello del discepolo è l’amore stesso del Padre: ”Siate perfetti così come è perfetto il Padre vostro che è nei cieli”.

* Nel cuore del discorso della montagna sta il “Padre nostro”, la preghiera dei figli di Dio. Di qui tutta una gamma di concreti gesti e atteggiamenti di amore che vengono descritti con abbondante e stimolante esemplificazione. Sono esempi di amore così intensi verso tutti, anche verso i nemici, da commuovere anche coloro che non credono in Gesù come Figlio di Dio.

* E’ una catechesi sulla vita cristiana. Indica uno stile di vita che non è fondato sullo sforzo umano, ma sulla forza offerta gratuitamente da Dio.

* Come Mosè, legislatore divino, dal monte Sinai detta la legge di Dio per il popolo, così Gesù in prima persona dal monte delle Beatitudini detta la nuova legge del nuovo popolo di Dio. E’ la magna carta del cristiano!

Struttura del discorso della montagna:

La via maestra del Regno di Dio (5, 1-16)
 La beatitudine del discepoli (5, 1-12)
 La testimonianza dei discepoli (5, 13-16)

Il compimento della legge (5, 17-48)
 La nuova legge (5, 17-20)
 La legge di Cristo (5, 21-47)
 La perfezione del discepolo (5, 48)

La giustizia nella vita quotidiana (6,1-34)
 Le opere buone del credente (6, 1-18)
 Il discepolo e i beni materiali (6, 19-34)

La vita comunitaria (7, 1-34)

Un appello alla coerenza (7, 24-27): la casa sulla roccia e la casa sulla sabbia

LA VIA MAESTRA DEL REGNO DI DIO (5, 1-16)
Gesù e le beatitudini (Mt.5, 1-12)

* Le beatitudini sono il cuore del messaggio di Gesù. Sale sulla montagna e pronuncia il discorso circondato dai dodici e dalle folle. Il discorso è rivolto a tutti, anche a noi. Il pensiero di Gesù si riassume in tre affermazioni:

1) Le beatitudini sono l’annuncio che il Regno è arrivato. I profeti hanno descritto il tempo messianico come tempo dei poveri, degli affamati, dei perseguitati, degli inutili. Gesù proclama che questo tempo è arrivato. Per i profeti erano al futuro una speranza, per Gesù sono al presente: oggi i poveri sono beati!

2) Con le beatitudini Gesù non solo proclama che il tempo messianico è arrivato, ma che il Regno è per tutti. Di fronte all’amore di Dio non ci sono vicini e lontani. La gioia del Regno è per tutti!

3) Gesù non solo ha proclamato le beatitudini, ma le ha vissute. Ha cercato i poveri e li ha amati, li ha preferiti. Egli fu povero, sofferente, affamato, perseguitato, eppure amato da Dio e salvatore. La vita di Cristo dimostra che i poveri sono beati, perché al centro del Regno.
Mentre Luca parla di poveri e di affamati, Matteo precisa: poveri nello spirito e affamati di giustizia. Le due precisazioni orientano il discorso verso atteggiamenti spirituali ed etici, ma non astratti.

* Le beatitudini sono un elenco di temi, lo svolgimento è il Vangelo tutto. Gli orientamenti fondamentali indicati sono due: aprirsi al dono di Dio (fede) e permettere che questo dono si allarghi a i fratelli e crei comunità (carità).

* La parola “beatitudine” indica GIOIA. L’esistenza che si modella sulle beatitudini è paradossalmente un’esistenza gioiosa, un meglio, non un peggio. E’ anche un sacrificio ma è una beatitudine: una gioia totale per il tempo e per l’eternità. La gioia, la felicità, non sta in ciò che l’uomo possiede, nel piacere, nel potere, nel benessere, ma nella pienezza di vita che consiste nell’amore a Dio e al prossimo.

* Ciò che Gesù dice è la pura espressione del suo più personale compito e destino. Le beatitudini sono la fotografia di Gesù! Quindi, sono la fotografia del discepolo di Gesù. Egli è colui che è diventato povero per noi, l’afflitto che piange su Gerusalemme, il mite che non risponde al male col male, egli è colui che ha fame e sete del Regno di Dio, finchè non l’abbia realizzato morendo sulla croce. Egli è colui che rivela e realizza sulla terra la misericordia del Padre, ha il cuore puro che vede di continuo il Padre, egli è - come dice Paolo - la nostra pace. Egli è il perseguitato per aver fatto la volontà di Dio. In tutto ciò egli è il Beato, giubila nel mondo in mezzo a tutte le tribolazioni e giubilerà eternamente come colui che ha compiuto la missione e ritorna al Padre.

IL COMPIMENTO DELLA LEGGE:
La Nuova Giustizia (5, 17-48)

*All’inizio del discorso ci sono due atteggiamenti di Gesù in apparenza discordanti: ”Non pensate che io sia venuto per abolire la legge o i profeti: non sono venuto per abolire ma per portare a compimento” e “Avete udito ciò che fu detto... ma io vi dico”. Gesù propone una nuova giustizia: “Se la vostra giustizia non sarà superiore a quella degli scribi e dei farisei…” L’applicazione a sei problemi: l’ira, il desiderio malvagio, il divorzio, il giuramento, la vendetta, l’odio dei nemici. La giustizia degli scribi è una scrupolosa e meticolosa osservanza della legge. La giustizia dei farisei è esteriorità e pretesa di meritare la salvezza attraverso le proprie opere, dimenticando la gratuità dell’amore del Padre che vede nel segreto.

*Parlando di “giustizia superiore” non intende una superiorità nella quantità o nella rigidezza ma nella qualità. Non si tratta di cambiare le leggi, quanto un modo diverso di leggere la Scrittura e di scoprire la volontà di Dio. Gesù si è sforzato di ricuperare il centro della volontà di Dio e cioè il primato della carità. In questo senso l’affermazione più importante è “Siate perfetti come è perfetto il Padre vostro celeste”. Cioè, amate come ama Lui!

* La giustizia del discepolo è la riduzione dei precetti al loro centro semplice e chiaro: l’amore. Questo era anche lo spirito della legge vecchio testamentaria, non sempre capìta e deformata dagli scribi e farisei. Gesù la porta al suo vero compimento.

* La nuova giustizia è quella del cuore abitato dalla volontà di Dio e chiamato a rispondere liberamente e responsabilmente.

*Questa novità esige CONVERSIONE ed è novità perché è compimento. L’Antico Testamento è una realtà aperta, avvio, premessa: per essere fedeli occorre superarlo, portarlo a maturazione.

LA GIUSTIZIA NELLA VITA QUOTIDIANA (6, 1-34)

a) Agire nel segreto (6, 1-18)

* La giustizia del discepolo è superiore a quella dei farisei tendenti al formalismo, a concepire la salvezza come un merito e non come grazia. Le pratiche classiche erano: l’elemosina, la preghiera, il digiuno.

* Gesù non rifiuta le loro pratiche ma le vuole correggere. Il culto deve prolungarsi nella carità, la penitenza deve essere un privarsi di qualcosa a beneficio degli altri. Bisogna cercare la ricompensa di Dio e non degli uomini. Bisogna agire nel segreto, non dare spettacolo. Gesù non rifiuta né l’elemosina, né il digiuno, né la preghiera, ma vuole che tutto sia vissuto nella gratuità.

* Per meglio esprimere l’identità e la giustizia del cristiano Matteo propone il “Padre nostro”. E’una parola di Dio rivolta a noi, più che una nostra preghiera rivolta a Lui. E’ il riassunto del Vangelo. E’ la preghiera del discepolo, cioè di colui che ha deciso di seguire il Maestro e ha fatto del Regno la ragione della propria vita. E’ la preghiera del figlio, consapevole di esserlo.

* Matteo commenta il Padre nostro su un solo punto e cioè la quinta domanda: ”rimetti a noi i nostri debiti come noi li rimettiamo a nostro debitori”. Lo commenta così: ”Se voi perdonate agli uomini le loro offese anche il Padre celeste vi perdonerà”.

b) Non affannatevi (6, 19-34)

* Come deve comportarsi il discepolo nei confronti dei beni del mondo?  non deve cadere nella tentazione dell’affanno, dell’ansia come se tutto dipendesse da se. Al discepolo è richiesta la fiducia nell’amore del Padre. L’ansia è l’atteggiamento dei pagani.
* Due aspetti sono essenziali:
 il discepolo deve sapere che i beni del Regno sono al primo posto
 la ragione ultima della nostra inquietudine è l’assenza di Dio e del Suo amore
* Troppo spesso quei beni che l’uomo cerca e nei quali pone la sua fiducia e ai quali si sacrifica sono vanità: promettono ma poi deludono.
* L’attaccamento al denaro è idolatria, ma anche ingiustizia, affanno, divisione, schiavitù.
* Ammassare tesori in cielo dove né tignola nè ruggine distruggono e dove i ladri non sfondano e rubano. I tesori nel cielo non tradiscono l’uomo. Ritroveremo in cielo l’amore che abbiamo donato e le persone che abbiamo amato.

LA VITA COMUNITARIA:
L’ORIGINALITA’ CRISTIANA (7, 1-34)

* Qual è l’originalità cristiana? ”Tutto quanto volete che gli uomini facciano a voi, anche voi fatelo loro”. L’amore è l’originalità cristiana!

* Cinque paragoni illustrano il tema del comportamento del vero discepolo: La pagliuzza e la trave - le perle ai porci - il pesce e la serpe - la porta stretta - l’albero e i frutti.

UN APPELLO ALLA COERENZA (7, 24-27)

“Non chiunque mi dice Signore, Signore”. C’è chi parla continuamente di Dio, ma poi dimentica di fare la sua volontà. Nell’uomo ci sono due anime: l’una che ascolta, riflette, discute, programma, agisce... (la casa sulla roccia) e l’altra che dimentica di agire, di applicare i programmi, paga solo dell’ascolto e della discussione (la casa sulla sabbia). C’è rischio di una fede che non si traduce in vita e impegno. Non c’è vera fede senza impegno morale. La preghiera e l’azione, l’ascolto e la pratica sono ugualmente importanti.

Conclusione:

* Le parole di Cristo hanno la forza di un appello personale, coinvolgente, di fronte al quale non è possibile sottrarsi. Parole che hanno in sé la chiarezza e la verità, parole che si impongono. Parole che consolano e salvano.
* Il discepolo accoglie l’amore di Dio e lo condivide coi fratelli.
* Chi ascolta la sua Parola è un uomo saggio che costruisce sulla roccia. * Il discorso della montagna è la nuova legge del cristiano: amore a Dio, al prossimo, a se stessi.
* Al grande discorso della montagna seguono due capitoli che lo illustrano e lo completano: Gesù è il Messia della Parola (discorso della Montagna) e dell’azione (i miracoli). E’ il Messia dei poveri, li accoglie e li guarisce.

E’ necessario meditare attentamente e ripetutamente il testo
del discorso della montagna.
E’ il codice di vita del cristiano, il cammino della nostra santità!


VERSIONE STAMPABILE delle Catechesi fin qui svolte:

- Catechesi 1 (Novembre 2009) - Il Vangelo di Matteo.
- Catechesi 2 (Dicembre 2009) - I Vangeli dell'infanzia di Gesù.
- Catechesi 3 (Gennaio 2010) - Il discorso della Montagna

 

 
< Prec.   Pros. >
spacer.png, 0 kB
spacer.png, 0 kB
spacer.png, 0 kB
spacer.png, 0 kB