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Orari

Sante Messe

- Feriale: 8.30 - 18.00
- Prefestiva: 18.00
- Festiva: 7.30 - 9.00 - 10.30 - 18.00

Catechesi

Elementari
- Prima e Seconda (ACR):
- Terza: venerdì 17:00 - 18.15
- Quarta: Giovedì 17:00 - 18:15
- Quinta: martedì 17:00 - 18:15
Medie
- Prima: mercoledì 17,00 -18:00
- Seconda e Terza (Sirio): Mercoledì 20:30
Adolescenti
- Lunedì 20:45 - 21:45
18/19 enni
- Lunedì 20:45 - 21-45

Parrocchia

Segreteria parrochiale

- Da Lunedì a Venerdì dalle 9:00 alle 11:00 - dalle 17.00 alle 19.00
- Sabato dalle 9:00 alle 11:00

Oratorio

Il bar dell'oratorio è aperto i seguenti giorni con i seguenti orari:

- Lunedì dalle 20:30 alle 23:00
- Martedì dalle 20:30 alle 23:00
- Mercoledì dalle 20:30 alle 23:00
- Venerdì dalle 20:30 alle 23:00
- Sabato dalle 14:30 alle 16:30 e dalle 20:30 alle 23:00
- Domenica dalle 14:30 alle 19:00

Segreteria dell'Oratorio

- Lunedì dalle 20:30 alle 22:30
- Martedì dalle 16:30 alle 18:15
- Mercoledì dalle 16:30 alle 18:15
- Giovedì dalle 16:30 alle 18:15
- Venerdì dalle 16:30 alle 18:15
- Domenica dalle 16:00 alle 18:00

Battesimi

Ogni prima domenica del mese

Percorso di preparazione al matrimonio cristiano

L'evento iniziale sarà Domenica 29 Gennaio 2012
Inizio percorso Lunedì 6 Febbraio, conclusione Sabato 31 Marzo.


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Il viaggio del Papa in Repubblica Ceca PDF Stampa E-mail
Scritto da Roberto   

Concluso il viaggio pastorale di Papa Benedetto XVI nella Repubblica Ceca. Proponiamo un commento tratto da "Avvenire"


Quel giovane calore che sa sciogliere gli idoli

C’è un regalo, tra gli altri ricevuti ieri mattina, che deve aver fatto cogliere al Papa di essere stato capito da un Paese che i numeri raccontano come in grande maggioranza «ateo». Tra le mani Benedetto XVI si è visto infatti consegnare la copia di un’antica effigie mariana celebre in Boemia, una Vergine con Bambino. Ma non è tanto il suo pregio artistico a colpire oggi: dono di santa Ludmilla al giovane nipote – quel re Venceslao oggi venerato come patrono della Repubblica Ceca –, l’immagine fu infatti incisa nel metallo ottenuto dalla fusione di alcuni idoli pagani. Venceslao la portò sempre sul petto, fino all’ora del martirio, quando non aveva ancora compiuto trent’anni. Nel crogiolo di una fede che infiamma l’uomo e trasforma la storia, gl’idoli del paganesimo sono liquefatti dall’irrompere del Vangelo, che dà forma a una civiltà nuova nella quale non si adorano i propri miraggi ma si segue una Persona, dal fascino senza fine e senza tempo.

Quando esce dal labirinto di specchi dove non vede altro che se stesso, l’uomo scopre che il cielo e la terra sono alleati per sempre nella sua stessa vita quotidiana. Questa inimmaginabile libertà conquistata a ciascuno di noi è ciò che ha spalancato al cristianesimo il cuore di giovani come Venceslao, e che ieri – come infinite altre volte a un incontro con Pietro – ha calamitato sulla spianata di Starà Boleslav quindicimila giovani cechi, molti più di quelli che gli scettici osservatori locali si attendevano di vedere: in un Paese ateo – di quell’ateismo d’oggi, popolato dei più stravaganti idoli – chi volete voglia ascoltare il Papa? I ragazzi di Praga, poi, disincantati come sono?

Ma già nella notte di domenica la storica spianata mostrava i segni di un fenomeno inatteso: per unirsi a Benedetto molti giovani si andavano infatti accampando su quello stesso suolo che mille anni fa venne bagnato dal sangue di un loro coetaneo, ucciso per un calcolo di potere in odio alla sua disarmata fedeltà a Cristo. Una veglia simile a tante vissute nelle Giornate mondiali della gioventù in giro per il mondo. Niente di diverso, in fondo. Eppure, nel cuore dell’«atea» Boemia, ieri è andato in scena il nuovo miracolo delle "sentinelle del mattino" capaci di mostrare al loro stesso Paese che non tutto è spiegabile da certi sondaggi superficiali, da taluni sociologi sbrigativi, da qualche editorialista saccente.

La Boemia, l’Europa, non hanno smarrito Dio: sono state ingannate con un nuovo paganesimo, e tanti figli del nostro complicato tempo non vedono l’ora di togliersi di dosso questo appiccicoso e umiliante giogo. Hanno bisogno di occasioni, hanno bisogno di una Parola.
Ieri dunque la storia è passata di nuovo da Starà Boleslav, non più attraverso il sangue ma nel felice abbraccio di alcune migliaia di persone nuove e libere nel cuore, che nella mite figura di Papa Benedetto hanno intuito il maestro che cercavano, un padre per la vita, e che nella Chiesa stanno trovando chi parla loro di Cristo come un incontro che libera, oggi al pari di mille anni fa. «In ogni giovane – ha detto il Papa ai quindicimila della spianata, avanguardia di quella "minoranza creativa" evocata sabato – c’è un’aspirazione alla felicità talvolta mescolata a un senso di inquietudine; un’aspirazione che spesso però l’attuale società dei consumi sfrutta in modo falso e alienante». Questa domanda del cuore invece «esige una risposta vera ed esaustiva». Per averla incontrata, Venceslao pagò con la vita. Un piccolo e disarmato esercito di suoi giovani connazionali vuole risalire la corrente dell’ateismo edonista, mostrando che gl’idoli – oggi come ieri – al calore del Vangelo finiscono per squagliarsi.

Francesco Ognibene (www.avvenire.it)
 

 
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