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Un viaggio tra i paesaggi incantati della Baviera.
Pronti e via !!!! Anche quest'anno il gruppo Sant'Agata, con la tenacia che lo contraddistingue, ci ha condotto, per mano, attraverso i paesaggi incantati della Baviera. Dimenticata quasi subito la levataccia, ci siamo ben presto ritrovati tra grandi vallate illuminate dal sole, fitti boschi di conifere e villaggi da fiaba, ed è proprio in questo paradiso terrestre che Dio rievoca, nei cuori degli uomini, la gioia di esistere. Ogni cosa, anche un semplice filo d'erba che nella vita quotidiana potrebbe sembrare banale, lì assume un nuovo significato, e allora viene spontaneo pensare che la vita non sarebbe degna di essere definita in questo modo, se non ci ricordasse Colui che ha creato tutto ciò che ci circonda.
Una delle nostre tappe era la visita al castello di Linderhof, fantasia architettonica di Ludwig II, che qui volle far rivivere gli splendori dell'arte barocca. Vissuto nell'epoca dello struggente Romanticismo tedesco, fu amante della cultura e della musica di Richard Wagner, per il quale fece edificare la Venusgrotte, che riporta scene dei Tannhäuser dell'artista.Gli atteggiamenti di Ludwig II suscitavano grande scalpore tra i nobili di quell'epoca, che lo consideravano pazzo. L'infelice sovrano divenne sempre più chiuso in se stesso e la musica risultò per lui l'unica via di fuga da un mondo che continuava ad opprimerlo.Altra meraviglia della Baviera è l'abbazia benedettina di Ettal dove, inevitabilmente, si viene colpiti dalla bellezza scultorea della Vergine con il Bambino, che ci invita ad avvicinarci, ancora una volta, alla figura di Cristo, punto di riferimento per l'uomo. L'indomani ci siamo avviati alla volta del Chiemsee, specchio d'acqua presso il quale Ludwig II fece erigere il proprio palazzo, elogio all'Ancien Regime e alla figura di Luigi XIV di Francia, per il quale ebbe sempre una sorta di predilezione. Ancora oggi la personalità ambigua e controversa di questo ricco, ma povero uomo, suscita tra gli storici polemiche e interesse. I castelli che ha lasciato in dono alla Baviera riflettono il suo culto per la bellezza e per l'esistenza che, purtroppo, non fu mai capace di trascorrere serenamente, ostacolato dai pregiudizi degli uomini. Deposto dal trono perché considerato pazzo, morì in circostanze pressoché misteriose. Una volta, in una lettera, scrisse una citazione tratta da Schiller che amava attribuire a se stesso: "Voglio rimanere per sempre un mistero, per me stesso e per gli altri". Il destino volle che questa frase diventasse realtà. Questa esperienza ha permesso ad ognuno non solo di confrontarsi con una cultura differente, ma anche di condividere momenti di felicità insieme.Un cordiale ringraziamento a tutti coloro che hanno contribuito per la riuscita di questo splendido viaggio nella storia.
Sofia Riva |