Gli auguri del nostro Parroco, don Giuseppe

LE PAROLE CHE ABBIAMO BISOGNO DI SENTIRE ANCORA
Carissimi parrocchiani, ormai prossimi alla celebrazione della Pasqua del Signore, vorrei poter entrare nelle vostre case, sedermi attorno alla vostra mensa e ascoltare ciascuno di voi. Desidero condividere le vostre gioie rallegrandomi con voi. Vorrei anche poter condividere le vostre fatiche, quelle provocate da un momento difficile che vivete in famiglia, quelle causate da una preoccupazione per la salute o per il lavoro diventato precario o quelle che dipendono da un'emergenza educativa che vi assilla.
Vorrei poter dire a tutti una parola di consolazione e di speranza. Una parola che ha un'unica pretesa, quella di potervi dire che vi voglio bene e che nessuno per me è un estraneo anche fra quei parrocchiani che per varie ragioni non vedo mai. E' vero che il mio tempo dedicato all'ascolto delle persone è sempre più poco; mi scuso con coloro che per trovarmi devono fare mille telefonate ma la mia nuova condizione di parroco di comunità pastorale, vuole che sia spesso "pellegrino" da una comunità all'altra, tentando di dare un po' a tutti il mio tempo.
Non vi nascondo che sono felice anche solo di vedervi a messa o per le vie dei nostri paesi mentre passo in bicicletta. Per me il saluto anche se "di corsa" e il sorriso, non sono mai gesti formali ma solo manifestazione dell'affetto che porto in cuore per ciascuno di voi. Forse non interesserò a tutti ma vi posso assicurare che la mia preghiera per voi è continua, non sono capace più di pregare solo per me; i vostri volti e le vostre parole sono spesso il mio libro di preghiera.
Mi ricordo spesso di quello che mi diceva il mio antico padre spirituale oggi in paradiso: "ricordati che nel ministero potrai incontrare e fare del bene a tanta gente ma non sarà mai tutta. Tutta la potrai incontrare nella preghiera quando in ginocchio pregherai per le comunità che il vescovo ti avrà affidato". Mi dà molta consolazione tutto questo perché so che lo Spirito Santo che invoco nella preghiera arriva là dove io non posso o non so arrivare.
Carissimi parrocchiani aiutatemi a non perdere mai di vista la dimensione dell'ascolto tanto necessaria nel ministero; aiutatemi anche a puntare sulle priorità pastorali per non perdere tempo prezioso in cose che voi laici potete fare meglio di me. Resto cordialmente aperto ad ogni suggerimento e correzione fraterna che possano aiutarmi a fare bene il parroco: ne ho davvero bisogno! Parlandovi cuore a cuore e augurandovi una buona Pasqua, vorrei dirvi le parole che a Pasqua tutti abbiamo bisogno di risentire, io per primo che vi sto scrivendo anche perché le fatiche che mi confidate, vi assicuro, non le lascio "fuori dalla porta" ma le custodisco nel cuore e queste fatiche hanno bisogno di essere illuminate da Parole vere.
Abbiamo bisogno di sentire ancora una volta risuonare l'annuncio pasquale, quell'annuncio che da quel mattino "del primo giorno dopo il sabato" è arrivato fino a noi scavalcano i secoli. Un annuncio che è la vita nella chiesa; un annuncio che è la ragione della nostra speranza: "CRISTO SIGNORE è RISORTO". Colui nel quale credo con tutte le mie forze, è vivo, è in mezzo a noi, riempie la storia e la sta conducendo verso il compimento.
A ciascuno di voi vorrei dire anche la Parola che Gesù risorto dice ai discepoli apparendo loro: "PACE A VOI!". Abbiamo tutti bisogno di questa pace che viene dall'alto; ne abbiamo bisogno per sentirci in pace. In pace con noi stessi perché abbiamo trovato la roccia su cui costruire la nostra casa. In pace con gli altri perché si siamo decisi a fare pace con qualcuno che abbiamo "ignorato" da anni. Ma soprattutto in pace con Dio perché stiamo sperimentando la bellezza e la gioia dei perdono.
Ma c'è un'ultima Parola che sento il bisogno di dirvi e che tutti abbiamo bisogno di sentire. Sono le ultime Parole di Gesù secondo l'evangelista Matteo: "ECCO IO SONO CON VOI FINO ALLA FINE DEL MONDO". E' stupendo pensare che io non sono mai solo; un'amorevole presenza accompagna la mia vita. Nella gioia il mio Dio fa festa con me ma nel dolore il mio Dio piange con me come ha fatto Gesù davanti al dolore di Marta e Maria.
"Maria Vergine madre dell'ascolto" ci accompagni nel nostro cammino verso la Pasqua del Signore Gesù! |