IN CATENE PER CRISTO
LIBERI DI AMARE

Nel giorno che ricorda l'uccisione di Mons. Oscar Arnulfo Romero, il 24 marzo del 1980, la Chiesa Italiana si ritrova per celebrare una giornata di preghiera e digiuno facendo memoria dei missionari martiri e di quanti ogni anno sono stati uccisi solo perché incatenati a Cristo.
L’anno 2008 appena trascorso consegna alla storia della Chiesa un altro lungo elenco di sofferenze, di uccisioni, di assurdità, di diritti negati anche ai cristiani e spesso proprio a causa della loro appartenenza religiosa. Pensiamo agli eventi dell’India, della Nigeria, della Somalia, dell'Iraq, del Darfur, del Nord Kivu e della Terra Santa, alle difficoltà tuttora vissute in Cina così come in molte regioni segnate da fondamentalismi religiosi e politici. Accanto allo sgomento e all’angoscia per la sorte di migliaia di persone abbiamo conosciuto commoventi testimonianze di pace e di perdono da parte di coloro che sono stati messi davvero in catene per Cristo, liberi di amare. Pensiamo che dietro a ogni missionario martire o ucciso o rapito o perseguitato vi sono le sofferenze costanti delle loro comunità, la precarietà della vita quotidiana, le minacce a molti umili testimoni del Vangelo, specialmente laici e laiche, che non godono di mobilitazione di folle e di giornali e la cui difesa è spesso affidata alla sola voce di missionari e missionarie che condividono ogni piega di quelle situazioni, motivati solo dalla forza dell’amore. In catene per Cristo, liberi di amare: san Paolo è non solo l’autore, ma anche il robusto esempio di questo messaggio. Esso chiede indubbia solidarietà con le comunità sofferenti, ma chiede anche a ciascuno di noi di realizzare nella preghiera, nel digiuno e nella vita quella intercessione che non è rassegnazione alle contese, alle negazioni dei diritti, alle logiche della violenza, ma è uno stare in mezzo, inventando gesti e relazioni di riconciliazione e tenendo comunque presente la misteriosa parola che Gesù riserva a quanti sono perdenti agli occhi del mondo, ma beati agli occhi di Dio: «Beati voi quando vi insulteranno, vi perseguiteranno e, mentendo, diranno ogni sorta di male contro di voi per causa mia. Rallegratevi ed esultate, perché grande è la vostra ricompensa nei cieli. Così infatti hanno perseguitato i profeti prima di voi» (Mt 5,11-12).
Documento: ELENCO MARTIRI 2008
|