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Cos'è SANSONE

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ORATORIO - Minorenni

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ORATORIO - Maggiorenni

ORARI

Sante Messe

- Feriale:
Lunedì, Mercoledì e Venerdì ore 8.30
Martedì e Giovedì ore 18:00
- Prefestiva: 18.00
- Festiva: 9.00 - 10.30 - 18.00

Catechesi anno 2019/2020

Elementari (ore 16,45 - 18,00)
- Lunedì: Seconda elementare.
con inizio il 18 Novembre 2019
- Martedì: Quarta elementare.
- Mercoledì: Terza elementare.
- Giovedì: Quinta elementare.

Medie

- Prima: venerdì 17,00 -18:15
- Seconda e Terza: venerdì 18.30 - 19,45

Adolescenti (1^-2^-3^ sup.)
Venerdì 21,00 - 22,00
Sempre a Sovico

18/19enni e giovani:
Mercoledì ore 21,00 a Biassono

Parrocchia

Segreteria parrochiale

- Da Lunedì a Sabato (e prefestivi):
dalle ore 09.00 alle ore 11.00

- Martedì e Mercoledì:
dalle ore 17.00 alle ore 19.00

Oratorio

Il bar dell'oratorio è aperto i seguenti giorni con i seguenti orari:
- Lunedì dalle 20:30 alle 23:00
- Martedì dalle 20:30 alle 23:00
- Mercoledì dalle 20:30 alle 23:00
- Venerdì dalle 20:30 alle 23:00
- Domenica dalle 14:30 alle 19:00

Nel periodo della Catechesi, dalle ore 16:30 alle 18:00

Segreteria dell'Oratorio

Da Lunedì a Venerdì
dalle ore 17:00 alle ore 18:00

Battesimi

Ogni prima domenica del mese

Percorso di preparazione al matrimonio cristiano

Da stabilire

 

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Il Vangelo della Domenica - 16 Febbraio 2020

PENULTIMA DOMENICA

DOPO L'EPIFANIA

‚ú† Lettura del Vangelo secondo Giovanni (Gv 8.1-11)In quel tempo. Il Signore Gesù si avviò verso il monte degli Ulivi. Ma al mattino si recò di nuovo nel tempio e tutto il popolo andava da lui. Ed egli sedette e si mise a insegnare loro. Allora gli scribi e i farisei gli condussero una donna sorpresa in adulterio, la posero in mezzo e gli dissero: «Maestro, questa donna è stata sorpresa in flagrante adulterio. Ora Mosè, nella Legge, ci ha comandato di lapidare donne come questa. Tu che ne dici?». Dicevano questo per metterlo alla prova e per avere motivo di accusarlo. Ma Gesù si chinò e si mise a scrivere col dito per terra. Tuttavia, poiché insistevano nell’interrogarlo, si alzò e disse loro: «Chi di voi è senza peccato, getti per primo la pietra contro di lei». E, chinatosi di nuovo, scriveva per terra. Quelli, udito ciò, se ne andarono uno per uno, cominciando dai più anziani. Lo lasciarono solo, e la donna era là in mezzo. Allora Gesù si alzò e le disse: «Donna, dove sono? Nessuno ti ha condannata?». Ed ella rispose: «Nessuno, Signore». E Gesù disse: «Neanch’io ti condanno; va’ e d’ora in poi non peccare più».

TUTTE LE LETTURE

 
2 Febbraio 2020 - Giornata per la vita PDF Stampa E-mail
Scritto da Roberto   

Messaggio del Consiglio Episcopale Permanente

per la 42ª Giornata Nazionale per la Vita

2 febbraio 2020

Aprite le porte alla Vita

Desiderio di vita sensata
1. “Che cosa devo fare di buono per averela vita eterna?”(Mt 19,16). La domanda che il giovanerivolge a Gesù ce la poniamotutti, anche se non sempre lalasciamo affiorarecon chiarezza: rimane sommersadallepreoccupazioniquotidiane. Nell’anelito di quell’uomotraspare il desiderio di trovare un senso convincente all’esistenza. Gesù ascoltala domanda, l’accogliee risponde:“Se vuoi entrarenella vitaosserva i comandamenti”(v. 17).La risposta introduce un cambiamento –da averea entrare–che comportaun capovolgimento radicale dello sguardo: la vita non è un oggetto da possedereounmanufattoda produrre, è piuttosto una promessa di bene, a cui possiamo partecipare, decidendo di aprirle le porte.Così la vita nel tempoè segno della vita eterna, che dicela destinazione verso cui siamo incamminati.

Dalla riconoscenza alla cura
2.È solo vivendo in prima persona questa esperienza che la logica della nostra esistenza può cambiaree spalancare le porte a ogni vita che nasce. Per questo papa Francesco ci dice: “L’appartenenza originaria alla carne precede e rende possibile ogni ulteriore consapevolezza e riflessione”. All’inizio c’è lo stupore. Tutto nasce dalla meraviglia e poi pian piano ci si rende conto che non siamo l’origine di noi stessi.“Possiamo solo diventare consapevoli di essere in vita una volta che già l’abbiamo ricevuta, prima di ogni nostra intenzione e decisione. Vivere significa necessariamente essere figli, accolti e curati, anche se talvolta in modo inadeguato”. È vero. Non tutti fanno l’esperienza di essere accolti da coloro che li hanno generati: numerose sono le forme di aborto, di abbandono, di maltrattamento e di abuso. Davanti a queste azionidisumane ogni persona prova un senso di ribellione o di vergogna. Dietro a questi sentimenti si nasconde l’attesa delusae tradita, ma può fiorire anche la speranza radicaledi far fruttare i talenti ricevuti (cfr. Mt 25, 16-30). Solo così si può diventare responsabili verso gli altri e “gettare un ponte tra quella cura che si è ricevuta fin dall’inizio della vita, e che ha consentito ad essa di dispiegarsi in tutto l’arco del suo svolgersi, e la cura da prestare responsabilmente agli altri”. Se diventiamo consapevoli e riconoscenti della porta che ci è stata aperta, e di cui lanostra carne, con le sue relazioni e incontri,è testimonianza, potremo aprire la porta agli altri viventi. Nasce da qui l’impegno di custodire e proteggere la vita umanadall’inizio fino al suo naturale termine e dicombattere ogni forma di violazione della dignità, anche quando è in gioco la tecnologia o l’economia. La cura del corpo, in questo modo, non cade nell’idolatria o nel ripiegamentosu noi stessi, ma diventa la porta che ci apre a uno sguardo rinnovato sul mondo intero: i rapporticon gli altri eil creato.

Ospitare l’imprevedibile
3.Sarà lasciandoci coinvolgere e partecipandocon gratitudinea questa esperienza che potremo andare oltre quella chiusura che si manifestanella nostra societàad ogni livello.Incrementando la fiducia, la solidarietà e l’ospitalità reciprocapotremo spalancare le porte ad ogni novitàe resistere alla tentazione di arrendersi alle varie forme di eutanasia5.L’ospitalità della vita è una legge fondamentale: siamo stati ospitati per imparare ad ospitare. Ogni situazione che incontriamo ci confrontacon una differenza che va riconosciuta e valorizzata, non eliminata, anche se può scompaginare i nostri equilibri.È questa l’unica via attraverso cui,dal seme che muore,possono nascere e maturare i frutti (cf Gv 12,24). È l’unica via perché la uguale dignità di ogni personapossa essere rispettata e promossa, anche là dove si manifesta più vulnerabile e fragile. Qui infatti emerge con chiarezza che non è possibile vivere se non riconoscendoci affidati gli uni agli altri.Il frutto del Vangelo è la fraternità

 
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