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Prima ancora del concilio di Trento e dell'impulso da esso dato al culto dell'eucaristia, s'incontrano confraternite del SS. Sacramento. Un forte incentivo ad esse è dato dalla festa del Corpus Domini.
Già a partire dal secolo XIV, in diverse regioni, le confraternite tendoni a divenire un'espressione sentita della vita parrocchiale. Le Compagnie del Santissimo Sacramento sono promosse a Milano da S. Carlo Borromeo, l'energico e infaticabile artefice dell'applicazione dello spirito e delle norme tridentine, preoccupato anche di fronteggiare le infiltrazioni protestanti della vicina Svizzera. Queste confraternite o compagnie avevano un loro momento espressivo particolare durante le Quarantore; qualcuno li ha chiamati "corpi speciali di adoratori organizzati". Anche le Quarantore sono un segno tipico dell'orientamento eucaristico in atto nella Chiesa all'epoca di Trento e in seguito. Esposto in suntuosi e artistici ostensori, il SS. Sacramento, per quaranta giorni e quaranta notti veniva adorato, con una finalità di espiazione e di propiziazione. L'uso era iniziato dall'ostenzione ed elevazione dell'Ostia. Nella sua forma specifica questa adorazione continua fu celebrata per la prima volta a Milano nel 1534. Ne fu appassionato sostenitore Sant'Antonio Maria Zaccaria, fondatore dei Barnabiti, mentre il grande organizzatore fu ancora San carlo Borromeo. Il Cerimoniale di questa solenne adorazione venne poi fissato per tutta la Chiesa da Clemente XII nel 1705.
A sostenere e a propagare un tale culto eucaristico sorgeranno le congregazioni religiosw e poi associazioni. Il primo istituto religioso per un'adorazione perpetua e riparatrice si ritiene sia stato quello delle Benedettine dell'Adorazione Perpetua del SS. Sacramento, fondato da Caterina de Bar e iniziato a parigi nel 1653, cioè nel secolo XVII chiamato "secolo eucaristico".
La pratica delle Quarantore è tuttora viva nella Chiesa. Era una giusta esaltazione della presenza reale, ma ne risultava oscurata la mensa e quindi l'aspetto più specifico del mistero eucaristico.
La riforma liturgica del Vaticano II, richiamerà la centralità della Messa, con la sua natura conviviale e quindi della mensa e dell'altare: porterà anche dei divieti, come la celebrazione eucaristica davanti al SS. Sacramento esposto; sottolineerà l'importanza del tabernacolo in un luogo nobile e ornato e l'opportunità della Cappella del SS. Sacramento, per agevolare il culto privato; richiamerà il valore delle varie forme di devozione eucaristica privata e pubblica, che siano venuti ricordando, nelle quali però deve apparire la relazione con la Messa. L'apparato esteriore non deve valere per se stesso: il culto dell'Eucaristia tende a esprimere una fede comunitaria e ,è precisato, a promuovere una intimità personale con Gesù Cristo.
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