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INFORMAZIONI

Cos'è SANSONE

MODULO ISCRIZIONE
ORATORIO - Minorenni

MODULO ISCRIZIONE
ORATORIO - Maggiorenni

ORARI

Sante Messe

- Feriale: 8.30 - 18.00
- Prefestiva: 18.00
- Festiva: 9.00 - 10.30 - 18.00

Catechesi anno 2018/2019

Elementari (ore 16,45 - 18,00)
- Lunedì: Quinta elementare.
- Martedì: Terza elementare.
- Mercoledì: Seconda elementare.
- Giovedì: Quarta elementare.

Medie

- Prima: venerdì 16,45 -18:00
- Seconda e Terza: venerdì 18.30 - 19,45

Adolescenti (1^-2^-3^ sup.)
Venerdì 20,45 - 22,00
Sempre a Sovico

18/19enni e giovani:
mercoledì sera a Biassono

Parrocchia

Segreteria parrochiale

- Da Lunedì a Sabato (e prefestivi):
dalle ore 09.00 alle ore 11.00

- Martedì e Mercoledì:
dalle ore 17.00 alle ore 19.00

Oratorio

Il bar dell'oratorio è aperto i seguenti giorni con i seguenti orari:

- Lunedì dalle 20:30 alle 23:00
- Martedì dalle 20:30 alle 23:00
- Mercoledì dalle 20:30 alle 23:00
- Venerdì dalle 20:30 alle 23:00
- Domenica dalle 14:30 alle 19:00

Segreteria dell'Oratorio

- Martedì dalle 16:40 alle 18:00
- Mercoledì dalle 16:40 alle 18:00
- Giovedì dalle 16:40 alle 18:00
- Venerdì dalle 16:40 alle 18:00

Battesimi

Ogni prima domenica del mese

Percorso di preparazione al matrimonio cristiano

Da stabilire

 

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Il Vangelo della Domenica - 14 Luglio 2019

V Domenica dopo Pentecoste

‚ú† Lettura del Vangelo secondo Luca - Lc 13, 23-29
In quel tempo. Un tale chiese al Signore Gesù: «Signore, sono pochi quelli che si salvano?». Disse loro: «Sforzatevi di entrare per la porta stretta, perché molti, io vi dico, cercheranno di entrare, ma non ci riusciranno. Quando il padrone di casa si alzerà e chiuderà la porta, voi, rimasti fuori, comincerete a bussare alla porta, dicendo: “Signore, aprici!”. Ma egli vi risponderà: “Non so di dove siete”. Allora comincerete a dire: “Abbiamo mangiato e bevuto in tua presenza e tu hai insegnato nelle nostre piazze”. Ma egli vi dichiarerà: “Voi, non so di dove siete. Allontanatevi da me, voi tutti operatori di ingiustizia!”. Là ci sarà pianto e stridore di denti, quando vedrete Abramo, Isacco e Giacobbe e tutti i profeti nel regno di Dio, voi invece cacciati fuori. Verranno da oriente e da occidente, da settentrione e da mezzogiorno e siederanno a mensa nel regno di Dio»

TUTTE LE LETTURE.

 
Venticinquesiomo ordinazione sacerdotale don Giuseppe PDF Stampa E-mail
Scritto da Roberto   

Omelia nella S.Messa nel XXV

di Ordinazione Sacerdotale

Sovico - Chiesa Cristo Re - Domenica 23 giugno 2019

Per grazia di Dio e per la vostra benevolenza, mi ritrovo oggi a concludere il mese più bello per me del 2019, perché comprende il mio 50° Compleanno (18 maggio) e soprattutto il mio 25° di Ordinazione sacerdotale (martedì 11 giugno 2019)! Devo riconoscere che è stato tutto un dono di Dio. E’ dono di Dio l’età. E’ soprattutto, dono di Dio, il sacerdozio. Riconosco nel card. Martini il padre del mio sacerdozio, poiché mi ha ordinato l’11 giugno 1994, insieme a 33 miei compagni di seminario ed uno è già tornato al Padre. E Celebro il mio 25° nella solennità del CORPUS DOMINI, solennità dell’Eucaristia.

Eucaristia e rendimento di GRAZIE!! DICO GRAZIE
Intendo ricordare con gratitudine e affetto Il Card. Martini e anche gli Arcivescovi che gli sono succeduti a Milano e con i quali ho intrattenuto rapporti di ministero e di amicizia: il card. Angelo Scola, il card. Dionigi Tettamanzi e l’attuale Mons. Mario Delpini che ho incontrato in Seminario come Superiore, professore e Rettore e che martedì scorso, 11 giugno, giorno anniversario dell’Ordinazione sacerdotale, ha voluto ricordare l’evento presiedendo la concelebrazione in Duomo con i miei compagni di ordinazione. Insieme agli arcivescovi che ho conosciuto, vorrei ricordare anche i tantissimi sacerdoti che ho incontrato nei 25 anni di sacerdozio. L’elenco sarebbe lunghissimo. Verso di loro conservo un debito di riconoscenza incancellabile: Mons. Antonio Paganini, il mio primo parroco, Mons. Gilberto Donnini, Mons. Elio, Mons. Gianni. Desidero salutare e ringraziare anche gli attuali sacerdoti: Don Ivano parroco, don Carlo (65°) don Roberto (20°), don Luigi Sala, don Simone (Pg) Padre Mario Malacrida, don Bruno Seveso e don Luigi Bianchi e don Angelo Beccalli…

Saluto i parenti, gli amici e i conoscenti che mi sono vicini oggi con la loro presenza, in particolare gli amici parrocchiani di Somma Lombardo, con i quali ho trascorso i primi 11 anni del mio sacerdozio (’94-’05), dove ho acquisito l’esperienza di oratorio come famiglia, i cui rapporti perdurano nel tempo fino ad oggi; gli amici di Mariano Comense anche se per una breve esperienza di soli tre anni e gli amici di Desio degli ultimi 10 anni prima di giungere in mezzo a voi; gli anni più intensi dove ho sentito la vicinanza affettuosa di una comunità nei momenti del ritorno al Padre di papà Angelo e sorella Maria. La mia famiglia era composta da 5 persone: papà Angelo ora in cielo con mia sorella Maria, mamma Giovanna e la sorella Loredana con Luca. E’ una famiglia normale, onesta, laboriosa e religiosa, che fin dall’inizio mi ha accompagnato nei 14 anni di seminario e in questi 25 anni di sacerdozio. Desidero salutare e ringraziare tutte le persone che ho avvicinato nei 25 anni di ministero, volti concreti di persone. Ed ora, i volti concreti da conoscere ed amare siete tutti voi, delle comunità di SOVICO, di Macherio e Biassono. Volti concreti che, prima ancora da aiutare, sono volti da amare e pregare, da portare dinnanzi al Signore per rendere grazie. Il dono più bello, nella vita di un prete, è quello che non si finisce mai di rendere grazie perché le persone incontrate continuano ad essere sempre preziose e nuove. Ecco perché l’Eucaristica che ora celebro, come in ogni giorno, è rendimento di grazie continuo.

EUCARISTIA -> CORPO DI CRISTO
Il Pane moltiplicato è Corpo di Cristo: corpo benedetto, spezzato e distribuito. L’Eucaristia ci porta a questa presenza grande di Gesù. Celebrare tutti i giorni è il dono di essere prete, prete per sempre. Mi è stata data la grazia di benedire questo pane ogni giorno per le persone che io non mi sono scelto ma che il Signore ha scelto per me. La benedizione per ciascuno di noi è questo Corpo benedetto. Ed è un Corpo spezzato. Ciascuno di noi nutrendosi di Gesù è chiamato ad esser come Gesù è stato in mezzo ai suoi. Egli è stato un “corpo spezzato” nel servizio, nella disponibilità, nell’ascolto e nell’aiuto. Ed è un corpo distribuito. Non è tenuto per sé. Gesù non ha trattenuto per sé nulla: “Non c’è amore più grande di questo: dare la vita per i propri amici… e voi siete miei amici”. Questo pane è comunione per ciascuno di noi. Quanto l’Eucaristia ci aiuta a comprendere che una vita trattenuta è una vita sciupata? Nell’immaginetta che faccio dono a ciascuno, così prego attraverso le Parole di Papa Francesco: “Noi siamo salvati da Gesù: perché ci ama e non può farne a meno. Possiamo fargli qualunque cosa, ma Lui ci ama e ci salva. Perché solo quello che si ama può esser salvato. Solo quello che si abbraccia può esser trasformato!”

EUCARISTIA NOI CORPO DI CRISTO
Della propria vita ognuno di noi deve ESSERE CORPO DI CRISTO! Noi siamo come Chiesa Corpo di Cristo … ma per fare questo non dobbiamo fare cose strane! Ma quello che siamo capaci di fare! La parola di Gesù incarnata, benedetta e custodita nel nostro cuore ci fa essere corpo di Cristo. Ma come essere corpo di Cristo? Bisogna imparare ad essere come Gesù nella vita di tutti i giorni per tutto ciò che siamo chiamati ad essere: sono un bambino, sono un ragazzo, sono un adolescente, sono un giovane, sono un adulto, sono una persona sposata, sono un prete, un professore, un operaio, un imprenditore… Corpo di Cristo così: come ci viene chiesto, senza fare altro, senza fare cose straordinarie. Davanti all’Eucaristia dobbiamo esser così! Allora siamo chiamati ad esser persone che benedicono gli altri e non invece persone che offendono e fanno soffrire chi si ha accanto. Chiamati ad essere persone che custodiscono l’altro, con gli atteggiamenti di accoglienza e prossimità, nelle parole gentili e nel servizio gratuito. Chiamati ad esser persone che si “spezzano” nel servire e che non trattengono nulla per se stessi, ma chiamati a moltiplicare la presenza del Signore in mezzo agli altri. L’Eucaristia allora è rendimento di grazie, è corpo di Cristo offerto per noi. E non fa niente se la nostra vita la possiamo scoprire povera. A Gesù è bastata una merenda per sfamare una folla. Quella merenda messa nelle sue mani è bastata per tutti: smettiamola di trattenere questa merenda, che è la nostra vita. Smettiamo di trattenerla e mettiamola nelle mani del Signore. Così avviene il miracolo, così basta per tutti. Quante vite benedette consacrate al Signore nel sacramento del matrimonio, nella vocazione al sacerdozio e alla vita religiosa. In mezzo a noi e sull’altare anche oggi ci sono dei seminaristi. Sono persone, sono giovani che sono già in cammino perché questo pane benedetto, spezzato e offerto sta già lavorando, si sta già trasformando. Volete fare una preghiera in questo giorno solenne del Corpo del Signore, adesso e anche questa sera in processione? Ripetete con me: SIGNORE, PRENDIMI COME SONO, MA FAMMI DIVENTARE COME TU DESIDERI! E ci avete pensato come vi desidera il Signore? Secondo me lo sapete già e potete scoprirlo solo nella preghiera fedele e quotidiana.

 
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