Sante Messe
- Feriale: 8.30 - 18.00
- Prefestiva: 18.00
- Festiva: 7.30 - 9.00 - 10.30 - 18.00
Catechesi
Elementari
- Prima e Seconda (ACR):
- Terza: venerdì 17:00 - 18.15
- Quarta: Giovedì 17:00 - 18:15
- Quinta: martedì 17:00 - 18:15
Medie
- Prima: mercoledì 17,00 -18:00
- Seconda e Terza (Sirio): Mercoledì 20:30
Adolescenti
- Lunedì 20:45 - 21:45
18/19 enni
- Lunedì 20:45 - 21-45
Parrocchia
Segreteria parrochiale
- Da Lunedì a Venerdì dalle 9:00 alle 11:00 - dalle 17.00 alle 19.00
- Sabato dalle 9:00 alle 11:00
Oratorio
Il bar dell'oratorio è aperto i seguenti giorni con i seguenti orari:
- Lunedì dalle 20:30 alle 23:00
- Martedì dalle 20:30 alle 23:00
- Mercoledì dalle 20:30 alle 23:00
- Venerdì dalle 20:30 alle 23:00
- Sabato dalle 14:30 alle 16:30 e dalle 20:30 alle 23:00
- Domenica dalle 14:30 alle 19:00
Segreteria dell'Oratorio
- Lunedì dalle 20:30 alle 22:30
- Martedì dalle 16:30 alle 18:15
- Mercoledì dalle 16:30 alle 18:15
- Giovedì dalle 16:30 alle 18:15
- Venerdì dalle 16:30 alle 18:15
- Domenica dalle 16:00 alle 18:00
Battesimi
Ogni prima domenica del mese
Percorso di preparazione al matrimonio cristiano
L'evento iniziale sarà Domenica 29 Gennaio 2012
Inizio percorso Lunedì 6 Febbraio, conclusione Sabato 31 Marzo.

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al sito di "Family2012" |

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Parrocchia
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Scritto da Roberto
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Il sangue e il perdono di una madre
L'UNICO ANTIDOTO
Forse bisogna aver subìto la più inumana delle ingiustizie, per riuscire a perdonare chi ce l’ha inferta. Forse è necessario prima sprofondare nella disperazione del male ricevuto, un male assurdo perché inutile, banale, senza ragione, eppure anche senza ritorno, per riuscire a desiderare l’unico antidoto alla morte interiore: la riconciliazione con il carnefice. Deve essere così, perché la parola più difficile da pronunciare per tutti noi nelle piccole guerricciole quotidiane – perdono – sgorga invece irrefrenabile dalle labbra e dal cuore di chi più di tutti avrebbe "diritto" alla vendetta. «Bisogna mettere da parte l’odio, la vita merita rispetto», ha detto ieri Carolina, poche ore dopo che il suo Lorenzo, diciotto anni appena, era morto sgozzato da un coccio di bottiglia trasformatosi in arma micidiale nelle mani di un ragazzo ancora più giovane di lui.
Quando a trionfare è l’irreparabile, si vorrebbe poter riavvolgere il nastro, far sì che in quel pomeriggio assolato, pigro come quei ragazzi con troppo tempo e pochi interessi per dargli un senso, anche una piccola cosa fosse andata diversamente. Sarebbe bastato che Lorenzo avesse girato al largo da quel gruppo di "amici", che fosse rimasto a casa un’ora di più. Si vorrebbe, ma non si può, il tempo scorre soltanto in una direzione e indietro non si torna. E allora resta, di solito, l’istinto di rivalersi contro chi quel tempo lo ha fermato, anche se è poco più di un bambino, ma un bambino a sua volta pigro e sbandato, capace di bere birra alle tre del pomeriggio e poi, per un nonnulla, diventare assassino.
Chi potrebbe biasimare quella madre, se la vedessimo gridare la sua rabbia e pretendere che ora i conti tornino, che quell’altro figlio, nato da un’altra donna, paghi sulla sua pelle la spietatezza con cui le ha strappato la carne da lei venuta al mondo? Saremmo dalla sua parte se chiedesse giustizia. Non oseremmo giudicarla se volesse vendetta. Ma lei ci spiazza, e spiazza quei cronisti, i soliti, che le domandano se perdona: «Non ho bisogno di perdonare chi ha ucciso mio figlio – spiega loro, facendo tornare i conti secondo tutt’altra logica – perché nemmeno per un attimo ho pensato di odiarlo». È straziata, piegata da un dolore che lei stessa non sa spiegare come mai non l’abbia uccisa. «Forse non mi sono ancora resa conto di quello che è successo», avverte, ma intanto si aggrappa alla fede, «la sola che mi dà la forza per essere serena».
In un mondo senza logica, che pare impazzito, l’unico modo per far tornare i conti, sembra dirci, è provare ad azzerare l’abisso di male ricevuto, annientarlo con un abisso di bene uguale e contrario: pace, chiede la vittima al carnefice, e non viceversa.
Solo così il mondo ne esce risarcito. «Mi dispiace per quel ragazzo», dice in lacrime del giovane assassino. Non per buonismo ma perché il vero morto è lui, se nell’età delle speranze si è già ridotto all’ombra di se stesso. «E per i suoi genitori» aggiunge, per "l’altra" madre, che suo figlio l’ha perso nel peggiore dei modi, e che oggi si aggrappa a quella stessa parola – perdono – supplicandolo in ginocchio.
Si parlerà ancora a lungo di quanto accaduto, non tanto del delitto (al male siamo più avvezzi), quanto di un perdono all’apparenza "inconcepibile". Si cercherà di trovargli spiegazioni, di inquadrarlo in un’ottica razionale, perfino di "giustificarlo" per renderlo comprensibile. Ma il perdono del carnefice è un bisogno che nessuna logica umana può spiegare se non nella "follia" cristiana della Croce: nel sentirsi risarciti solo se il peccato muore ma il peccatore si converte e vive. Nel trovar pace soltanto quando il nemico si lascia amare.
Lucia Bellaspiga (www.avvenire.it) |
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Scritto da Roberto
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L'8 settembre il saluto a Tettamanzi
Lo scorso 28 giugno papa Benedetto XVI ha accolto la rinuncia all’ufficio di Arcivescovo di Milano presentata dal cardinale Dionigi Tettamanzi e ha nominato nuovo Arcivescovo di Milano il cardinale Angelo Scola. La Diocesi di Milano intende salutare il cardinale Tettamanzi in modo ufficiale il prossimo 8 settembre alle 20.30 in Duomo con la celebrazione della Messa nella Solennità della Natività della Beata Vergine Maria. Per esprimere riconoscenza al card. Tettamanzi - oltre che con la preghiera - è possibile compiere un gesto concreto: una donazione per il Fondo Famiglia Lavoro (www.fondofamiglialavoro.it)
Venerdì 9 settembre il cardinale Scola, per mezzo di un procuratore, prenderà possesso canonico dell’Arcidiocesi, con una celebrazione che si terrà in Duomo alle 12. Da quel momento sarà a tutti gli effetti Arcivescovo di Milano. A partire da quel giorno, in ogni Messa si ricorderà il nome del vescovo Angelo.
Lo annuncia, in una lettera ai fedeli ambrosiani, il Vicario generale, monsignor Carlo Redaelli. L’Arcivescovo eletto prenderà possesso della Diocesi venerdì 9 settembre: incontrerà i mondi della "fragilità" (27 settembre), della cultura (29 settembre), dell’economia e del lavoro (4 ottobre) e della politica (6 ottobre); tra il 12 ottobre
e l’8 novembre visiterà le Zone pastorali. La Chiesa ambrosiana saluterà ufficialmente il cardinale Dionigi Tettamanzi, attualmente Amministratore apostolico, in occasione del Pontificale dell’8 settembre in Duomo: la riconoscenza concreta nei suoi confronti sarà espressa attraverso una raccolta straordinaria a favore del Fondo |
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Iniziative del Gruppo Sant'Agata |
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Scritto da Roberto
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E...STATE INSIEME 2011
PROGRAMMA
Dal 18 al 21 Luglio "TERRA MISTICA".
Itinerario nel centro Italia, in una terra di spiritualità, tra abbazie, santuari, borghi medioevali dove uomini e donne di fede hanno segnato la storia del territorio. Per i partecipanti all'itinerario (iscrizioni già avvenute e posti esauriti) ritrovo MARTEDI' 28 GIUGNO ALLE ORE 21 IN ORATORIO PER UN'INCONTRO IN PREPARAZIONE AL PERCORSO
Giovedì 4 Agosto 2011: LE MERAVIGLIE DEL LAGO MAGGIORE.
Bellissimo viaggio sul Lago Maggiore con visita della Rocca D'Angera che domina l'estremità meridionle del Verbano e l'Eremo di Santa Caterina del Sasso abbarbicato su uno sperone roccioso a picco sul lago. Iscrizioni aperte fino ad esaurimento posti. Per ulteriori informazioni e per tutti i dettagli clicca su PROGRAMMA.
Domenica 14 Agosto 2011: ASPETTANDO FERRAGOSTO.
In Oratorio alle ore 19.30 CENA CON ANIMAZIONE. Per le iscrizioni verranno date indicazioni in seguito. |
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Scritto da Roberto
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"Benedetto colui che viene nel nome del Signore"
Il cardinale Angelo Scola è il nuovo Arcivescovo di Milano

Oggi, 28 giugno, alle ore 12 il cardinale Dionigi Tettamanzi ha annunciato alla Curia che il cardinale Angelo Scola è il nuovo Arcivescovo di Milano. L'annuncio è stato dato in contemporanea anche nella Diocesi di Venezia e in Sala Stampa Vaticana
Il saluto dell'Arcivescovo eletto ai milanesi
Al carissimo confratello nell’episcopato Card. Dionigi,
a tutti i fedeli della Chiesa ambrosiana,
a tutti gli abitanti dell’Arcidiocesi di Milano,
mi preme accompagnare la decisione del Santo Padre di nominarmi Arcivescovo di Milano con un primo affettuoso saluto.
Voi comprenderete quanto la notizia, che mi è stata comunicata qualche giorno fa, trovi il mio cuore ancora oggi in un certo travaglio. Lasciare Venezia dopo quasi dieci anni domanda sacrificio. D’altro canto la Chiesa di Milano è la mia Chiesa madre. In essa sono nato e sono stato simultaneamente svezzato alla vita e alla fede.
L’obbedienza è l’appiglio sicuro per la serena certezza di questo passo a cui sono chiamato. Attraverso il Papa Benedetto XVI l’obbedienza mia e Vostra è a Cristo Gesù. Per Lui e solo per Lui io sono mandato a Voi. E comunicare la bellezza, la verità e la bontà di Gesù Risorto è l’unico scopo dell’esistenza della Chiesa e del ministero dei suoi pastori. Infatti, la ragion d’essere della Chiesa, popolo di Dio in cammino, è lasciar risplendere sul suo volto Gesù Cristo, Luce delle genti. Quel Volto crocifisso che, secondo la profonda espressione di San Carlo, «faceva trasparire l’immensa luminosità della divina bontà, l’abbagliante splendore della giustizia, l’indicibile bellezza della misericordia, l’amore ardentissimo per gli uomini tutti» (Omelia del 16 marzo 1584). Gesù Risorto accompagna veramente il cristiano nella vita di ogni giorno e il Crocifisso è oggettivamente speranza affidabile per ogni uomo e ogni donna.
In questo momento chiedo a Voi tutti, ai Vescovi ausiliari, ai presbiteri, ai diaconi, ai consacrati e alle consacrate, ai fedeli laici l’accoglienza della fede e la carità della preghiera. Lo chiedo in particolare alle famiglie, anche in vista del VII Incontro mondiale.
Vi assicuro che il mio cuore ha già fatto spazio a tutti e a ciascuno.
Sono preso a servizio di una Chiesa che lo Spirito ha arricchito di preziosi e variegati tesori di vita cristiana dall’origine fino ai nostri giorni. Lo abbiamo visto, pieni di gratitudine, anche nelle beatificazioni di domenica scorsa. Mi impegno a svolgere questo servizio favorendo la pluriformità nell’unità. Sono consapevole dell’importanza della Chiesa ambrosiana per gli sviluppi dell’ecumenismo e del dialogo interreligioso. |
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Scritto da Roberto
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LORETO
In occasione del 90° di fondazione, l'UNITALSI di Monza ha organizzato un pellegrinaggio alla SACRA CASADI LORETO. Vi proponiamo alcune a testimonianza del grande ed importante evento.

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