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INFORMAZIONI

Cos'è SANSONE
MODULO D'ISCRIZIONE

ORARI

Sante Messe

- Feriale: 8.30 - 18.00
- Prefestiva: 18.00
- Festiva: 7.30 - 9.00 - 10.30 - 18.00

Catechesi anno 2016/2017

Elementari
- Prima:
- Seconda: Giovedì 16:45 - 18:00
- Terza: Lunedì 16:45 - 18.00
- Quarta: Martedì 16:45 - 18:00
- Quinta: Venerdì 16:45 - 18:00
Medie
- Prima: mercoledì 16,45 -18:00
- Seconda: venerdì 18,30 - 19,45
- Terza: venerdì 20,30 - 21,45
Adolescenti
- Prima superiore:
venerdì 20,45 - 22,00 (sempre a Sovico)

- Seconda e terza superiore:
venerdì 20,45 - 22,00
(a Sovico e Macherio alternati)

18/19 enni
-

Parrocchia

Segreteria parrochiale

- Da Lunedì a Venerdì dalle 9:00 alle 11:00 - dalle 17.00 alle 19.00
- Sabato dalle 9:00 alle 11:00

Oratorio

Il bar dell'oratorio è aperto i seguenti giorni con i seguenti orari:

- Lunedì dalle 20:30 alle 23:00
- Martedì dalle 20:30 alle 23:00
- Mercoledì dalle 20:30 alle 23:00
- Venerdì dalle 20:30 alle 23:00
- Sabato dalle 14:30 alle 16:30 e dalle 20:30 alle 23:00
- Domenica dalle 14:30 alle 19:00

Segreteria dell'Oratorio

- Martedì dalle 16:30 alle 18:00
- Mercoledì dalle 16:30 alle 18:00
- Giovedì dalle 16:30 alle 18:00
- Venerdì dalle 16:30 alle 18:00

Battesimi

Ogni prima domenica del mese

Percorso di preparazione al matrimonio cristiano

Il corso è previsto con inizio a Gennaio 2017

 

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Home
Il Vangelo della Domenica - 25 Settembre 2016

IV DOMENICA DOPO IL MARTIRIO

DI SAN GIOVANNI IL PRECURSORE

Lettura del Vangelo secondo Giovanni 6, 51-59
In quel tempo. Il Signore Gesù disse: «Io sono il pane vivo, disceso dal cielo. Se uno mangia di questo pane vivrà in eterno e il pane che io darò è la mia carne per la vita del mondo». Allora i Giudei si misero a discutere aspramente fra loro: «Come può costui darci la sua carne da mangiare?». Gesù disse loro: «In verità, in verità io vi dico: se non mangiate la carne del Figlio dell’uomo e non bevete il suo sangue, non avete in voi la vita. Chi mangia la mia carne e beve il mio sangue ha la vita eterna e io lo risusciterò nell’ultimo giorno. Perché la mia carne è vero cibo e il mio sangue vera bevanda. Chi mangia la mia carne e beve il mio sangue rimane in me e io in lui. Come il Padre, che ha la vita, ha mandato me e io vivo per il Padre, così anche colui che mangia me vivrà per me. Questo è il pane disceso dal cielo; non è come quello che mangiarono i padri e morirono. Chi mangia questo pane vivrà in eterno». / Gesù disse queste cose, insegnando nella sinagoga a Cafàrnao.

TUTTE LE LETTURE

 
Venerdì 23 Settembre 2016
Scritto da Roberto   

PAELLA E SANGRIA

Per salutare il nostro carissimo PADRE MARIO MALACRIDA, che agli inizi di ottobre tornerà nella sua missione in Uganda, ci ritroviamo

VENERDI' 23 SETTEMBRE alle ore 19,30
in Oratorio

per gustare insieme una strepitosa PAELLA giustamente accompagnata da fresca SANGRIA. Sarà possibile, come alternativa, avere un piatto di pasta.

Iscrizioni presso l'Oratorio (segreteria o bar) o con e-mail a Indirizzo e-mail protetto dal bots spam , deve abilitare Javascript per vederlo entro Giovedì 22 Settembre.

Il costo è di Euro 15,00 a persona (bimbi fino a 6 anni gratuito).
Specificare, all'atto di iscrizione, se si desidera la pasta.

ALLE ORE 21.00 (circa) Padre Mario ci presenterà alcune attività della sua missione. L'incontro è aperto a tutti anche a coloro che non hanno partecipato alla cena.

Come potete immaginare tutto il ricavato della serata andrà a Padre Mario e alla sua missione in Karamoja.

VI ASPETTIAMO NUMEROSI

 

 
8 Settembre 2016
Scritto da Roberto   

INIZIO DELL’ANNO PASTORALE

OMELIA DI S.E.R. CARD. ANGELO SCOLA,

ARCIVESCOVO DI MILANO

1. «Giuseppe, figlio di Davide, non temere di prendere con te Maria, tua sposa. Infatti il bambino che è generato in lei viene dallo Spirito Santo… salverà il suo popolo dai suoi peccati» (Vangelo, Mt 1,20-21). Carissimi vescovi, presbiteri e diaconi, religiose e religiosi, carissimi candidati al Diaconato e al Presbiterato, carissime sorelle e fratelli in Cristo, le parole che l’angelo rivolge in sogno a Giuseppe ci dicono che Dio è sempre all’opera tra i suoi. Anche oggi tra noi. Da questa certezza nasce il modo con cui vogliamo guardare, in questa ripresa di Anno pastorale, al travaglio del tempo presente definito da papa Francesco come «cambiamento d’epoca, più che epoca di cambiamento» (Firenze, 10 novembre 2015). Siamo chiamati a vivere con speranza affidabile questo frangente storico. Celebrare in Duomo la solennità di Maria Nascente, aumenta in noi la certezza che Gesù «salverà il suo popolo» (Vangelo, Mt 1,21).
2. Entrati negli ultimi mesi dell’Anno Giubilare della Misericordia, siamo già testimoni del bene grande che questa grazia speciale ha portato nella vita di tanti cristiani e non solo. Gli eventi sociali, politici ed economici che hanno accompagnato l’Anno della Misericordia fanno emergere l’imprescindibile urgenza di educarsi alla mentalità (pensiero) e ai sentimenti di Cristo. Vogliamo crescere nella dimensione culturale della fede, intesa non librescamente ma a partire dall’esperienza, per proporre con gioia a tutte le donne e a tutti gli uomini della nostra società plurale che Cristo Risorto, Verità vivente e personale, non cessa di venire al nostro incontro. Durante l’Anno pastorale che oggi riprende, vi chiedo di approfondire ulteriormente la Lettera pastorale Educarsi al pensiero di Cristo consegnatavi lo scorso anno. Continuiamo a seguire l’itinerario di Pietro e degli apostoli alla sequela di Gesù. Lo Spirito del Risorto condurrà in tal modo la nostra Chiesa a conoscere sempre meglio il mistero di Cristo pensando «secondo Lui e pensando Lui attraverso tutte cose» (Massimo Confessore). Come avevo promesso non vi invierò quest’anno un’altra Lettera pastorale, ma ho creduto utile offrirvi delle brevi indicazioni pratiche, ispirate all’educazione al pensiero di Cristo, in appoggio al calendario diocesano. Queste indicazioni sono già da oggi a vostra disposizione.

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Pier Giorgio Frassati
Scritto da Roberto   

L’estate di Pier Giorgio Frassati.

Una storia di bellezza e santità

Il 4 luglio del 1925 morì. In ventiquattro anni di vita ha vissuto più di un uomo di ottanta, dimostrando che si può essere cattolici senza essere “bigotti".

Ci sono giornate d’estate che scorrono su un binario morto, apparentemente sembrano senza senso, sembrano una rincorsa di ore in attesa della frescura serale, in attesa di un sigaro da accendere in contemplazione del cielo, quel cielo sempre uguale, quella costante variazione di blu che ha accompagnato la storia dell’umanità in cui riponiamo preghiere e ansie, insicurezze e gioie. «Er cielo è pieno di gente» mi diceva spesso mio nonno in sere d’estate lontane e nella giocosa memoria di bambino mi immaginavo un iperuranio colmo di gente, che sgomita per vedere quello che succede sulla terra ma soprattutto «in cielo ce stanno i santi, che poi i santi sono gente pure comune che è diventata santa». La definizione ancestrale della santità data da mio nonno mi ha sempre accompagnato e all’inizio anche un po’ sviato, perché il santo aveva più le sembianze di un supereroe che di una persona normale, un santo di norma faceva miracoli fenomenali, appariva, aveva l’aureola e quindi come poteva essere “santo” o “beato” un ragazzo o un sindaco o una madre di famiglia.

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Festeggiamenti per P. Angelo
Scritto da Roberto   

Santa Messa per il 45° anniversario di consacrazione sacerdotale di Padre Angelo Recalcati.


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