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INFORMAZIONI

Cos'è SANSONE

MODULO D'ISCRIZIONE

Oratorio Estivo 2016

Programma Dettagliato Oratorio Estivo

 

ORARI

Sante Messe

- Feriale: 8.30 - 18.00
- Prefestiva: 18.00
- Festiva: 7.30 - 9.00 - 10.30 - 18.00

Catechesi

Elementari
- Prima: Sabato (ogni 15 Giorni)
- Seconda: Lunedì 16:45 - 18:00
- Terza: Martedì 16:45 - 18.00
- Quarta: Venerdì 16:45 - 18:00
- Quinta: Giovedì 16:45 - 18:00
Medie
- Prima: mercoledì 16,45 -18:00
- Seconda e Terza (Sirio):
Adolescenti
-
18/19 enni
-

Parrocchia

Segreteria parrochiale

- Da Lunedì a Venerdì dalle 9:00 alle 11:00 - dalle 17.00 alle 19.00
- Sabato dalle 9:00 alle 11:00

Oratorio

Il bar dell'oratorio è aperto i seguenti giorni con i seguenti orari:

- Lunedì dalle 20:30 alle 23:00
- Martedì dalle 20:30 alle 23:00
- Mercoledì dalle 20:30 alle 23:00
- Venerdì dalle 20:30 alle 23:00
- Sabato dalle 14:30 alle 16:30 e dalle 20:30 alle 23:00
- Domenica dalle 14:30 alle 19:00

Segreteria dell'Oratorio

- Martedì dalle 16:30 alle 18:00
- Mercoledì dalle 16:30 alle 18:00
- Giovedì dalle 16:30 alle 18:00
- Venerdì dalle 16:30 alle 18:00

Battesimi

Ogni prima domenica del mese

Percorso di preparazione al matrimonio cristiano

Il corso è previsto con inizio a Gennaio 2016

 

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Home
Il Vangelo della Domenica - 31 Luglio 2016

XI DOMENICA DOPO PENTECOSTE 

Lettura del Vangelo secondo Luca 16, 19-31
In quel tempo. Il Signore Gesù disse: «C’era un uomo ricco, che indossava vestiti di porpora e di lino finissimo, e ogni giorno si dava a lauti banchetti. Un povero, di nome Lazzaro, stava alla sua porta, coperto di piaghe, bramoso di sfamarsi con quello che cadeva dalla tavola del ricco; ma erano i cani che venivano a leccare le sue piaghe. Un giorno il povero morì e fu portato dagli angeli accanto ad Abramo. Morì anche il ricco e fu sepolto. Stando negli inferi fra i tormenti, alzò gli occhi e vide di lontano Abramo, e Lazzaro accanto a lui. Allora gridando disse: “Padre Abramo, abbi pietà di me e manda Lazzaro a intingere nell’acqua la punta del dito e a bagnarmi la lingua, perché soffro terribilmente in questa fiamma”. Ma Abramo rispose: “Figlio, ricòrdati che, nella vita, tu hai ricevuto i tuoi beni, e Lazzaro i suoi mali; ma ora in questo modo lui è consolato, tu invece sei in mezzo ai tormenti. Per di più, tra noi e voi è stato fissato un grande abisso: coloro che di qui vogliono passare da voi, non possono, né di lì possono giungere fino a noi”. E quello replicò: “Allora, padre, ti prego di mandare Lazzaro a casa di mio padre, perché ho cinque fratelli. Li ammonisca severamente, perché non vengano anch’essi in questo luogo di tormento”. Ma Abramo rispose: “Hanno Mosè e i Profeti; ascoltino loro”. E lui replicò: “No, padre Abramo, ma se dai morti qualcuno andrà da loro, si convertiranno”. Abramo rispose: “Se non ascoltano Mosè e i Profeti, non saranno persuasi neanche se uno risorgesse dai morti”».

TUTTE LE LETTURE

 
Oratorio feriale 2016 - PER DI QUA'
Scritto da Roberto   


IMMAGINI DALL'ORATORIO FERIALE
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FESTA CHIUSURA ORATORIO FERIALE
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Giornata mondiale della Gioventù - Cracovia
Scritto da Roberto   

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Sito ufficiale GMG Italia


Diretta di tutti gli eventi con il Papa

 

 
Don Giancarlo Bestetti
Scritto da Roberto   

26 Giugno 2016 - Santa Messa celebrata nella Chiesa di Sovico da don Giancarlo, consacrato sacerdote dal Cardinale Angelo Scola il giorno 11 Giugno 2016

 
Pier Giorgio Frassati
Scritto da Roberto   

L’estate di Pier Giorgio Frassati.

Una storia di bellezza e santità

Il 4 luglio del 1925 morì. In ventiquattro anni di vita ha vissuto più di un uomo di ottanta, dimostrando che si può essere cattolici senza essere “bigotti".

Ci sono giornate d’estate che scorrono su un binario morto, apparentemente sembrano senza senso, sembrano una rincorsa di ore in attesa della frescura serale, in attesa di un sigaro da accendere in contemplazione del cielo, quel cielo sempre uguale, quella costante variazione di blu che ha accompagnato la storia dell’umanità in cui riponiamo preghiere e ansie, insicurezze e gioie. «Er cielo è pieno di gente» mi diceva spesso mio nonno in sere d’estate lontane e nella giocosa memoria di bambino mi immaginavo un iperuranio colmo di gente, che sgomita per vedere quello che succede sulla terra ma soprattutto «in cielo ce stanno i santi, che poi i santi sono gente pure comune che è diventata santa». La definizione ancestrale della santità data da mio nonno mi ha sempre accompagnato e all’inizio anche un po’ sviato, perché il santo aveva più le sembianze di un supereroe che di una persona normale, un santo di norma faceva miracoli fenomenali, appariva, aveva l’aureola e quindi come poteva essere “santo” o “beato” un ragazzo o un sindaco o una madre di famiglia.

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Festeggiamenti per P. Angelo
Scritto da Roberto   

Santa Messa per il 45° anniversario di consacrazione sacerdotale di Padre Angelo Recalcati.


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